Gli universitari milanesi e l'informazione: tra Internet, tg e quotidiani
E' una generazione che sente un forte bisogno di informarsi e rimbalza un po' spaesata fra giornali e siti Internet quella degli universitari milanesi. A delineare il rapporto degli studenti con l'informazione, e' una ricerca dell'Universita' Bocconi di Milano, secondo la quale i giovani si informano 'un po' su tutto, un po' dappertutto'.
'Si tratta di una generazione di passaggio - ha detto Paola Dubini, responsabile del progetto 'Rimbalzando fra le fonti: gli universitari milanesi e l'informazione' - nata coi mezzi tradizionali, ma cresciuta con Internet'. A navigare sul web e' infatti il 100% dei 288 studenti intervistati. Di loro, il 70% dedica almeno mezz'ora al giorno a informarsi e solo il 13% non compra mai un giornale. Le fonti privilegiate restano tg (98,2%) e quotidiani (97,5%), ma le altre contano piu' del 50%, tanto che un quarto dei ragazzi soffre la 'ridondanza informativa'.
'La ricerca di informazioni credibili, autorevoli e rapide e' in crescita, soprattutto con la crisi' ha detto Gianfranco Fabi, neo-direttore di Radio 24. Ci si informa per partecipare alla comunita', per essere accettati dal gruppo e per allargare gli orizzonti, ma anche perche' - conclude la ricerca - e' impossibile sottrarsi al bombardamento di notizie.
'Si tratta di una generazione di passaggio - ha detto Paola Dubini, responsabile del progetto 'Rimbalzando fra le fonti: gli universitari milanesi e l'informazione' - nata coi mezzi tradizionali, ma cresciuta con Internet'. A navigare sul web e' infatti il 100% dei 288 studenti intervistati. Di loro, il 70% dedica almeno mezz'ora al giorno a informarsi e solo il 13% non compra mai un giornale. Le fonti privilegiate restano tg (98,2%) e quotidiani (97,5%), ma le altre contano piu' del 50%, tanto che un quarto dei ragazzi soffre la 'ridondanza informativa'.
'La ricerca di informazioni credibili, autorevoli e rapide e' in crescita, soprattutto con la crisi' ha detto Gianfranco Fabi, neo-direttore di Radio 24. Ci si informa per partecipare alla comunita', per essere accettati dal gruppo e per allargare gli orizzonti, ma anche perche' - conclude la ricerca - e' impossibile sottrarsi al bombardamento di notizie.
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