Unodc. Lo Stato deve far contare la sua presenza per le narco-coltivazioni
La filiale colombiana dell'ufficio Onu sulle droghe (UNODC), ha fatto sapere che lo Stato deve essere completamente presente sul problema della narco-coltivazioni, si' da poter valutare le proposte in merito fatte dalle FARC (Forze Armate Rivoluzionare Colombiane) nell'ambito dei trattati di pace in corso col Governo colombiano.Conversando con il quotidiano “El Tiempo” di Bogota', Bo Mathiasen, delegato UNODC per la Colombia, ha detto che anche “se ci sono molti punti di contatto sulla soluzione del narcotraffico tra Governo e FARC, si deve porre l'attenzione maggiormente sull'applicazione di proposte come lo sviluppo alternativo”.
“Le FARC riconoscono che lo sviluppo alternativo funziona bene politicamente, ma occorre lavorare di piu' sulla gestione di come arrivarci, accedere al credito, per esempio. L'accesso al credito, per i piccoli contadini e' una questione importante perche' loro possano sviluppare le proprie economie”, ha spiegato l funzionario dell'ONU.
Secondo Mathiasen, lo Stato deve “garantire che le comunita' vivano e siano circondate da un contesto, anche legale, dove lo sviluppo economico sia possibile”.
In merito alla proposta fatta dalla delegazione delle FARC ai trattati di pace in corso a Cuba, per eliminare l'aspersione delle coltivazioni illegali, il rappresentare ONU ha detto che questa e' una decisione che spetta al Governo, “che usa questo metodo di eradicazione forzata in zone dove non e' facile accedere”.
“L'aspersione aerea in queste zone si utilizza proprio per diminuire l'aea coinvolta e colpire l'economia illegale”, dice Mathiasen, che ricorda come, grazie al monitoraggio fatto in merito da organizzazioni internazionali, “e' dimostrato che ci sia un rapporto tra il conflitto in corso nel Paese e le coltivazioni illegali”.
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