Uruguay. Camera approva progetto di legge sul testamento biologico
La Camera dei Rappresentanti ha dato il via libera ad un progetto di legge che permette ai malati terminali di rifiutare trattamenti che possono prolungare una inutile sofferenza. Il testo di legge da' valore legale alle dichiarazioni anticipate di volonta', anche chiamate testamento biologico. Questo documento darebbe la possibilita' ad un paziente di rifiutare trattamenti vitali in quei casi in cui la malattia provochera' comunque la morte. Il progetto, presentato da deputati di partiti differenti, ha prodotto una divisione fra sostenitori ed oppositori che va molto oltre i tradizionali schieramenti politici e le ideologie che attraversano la societa' uruguayana.
Secondo i sostenitori, il progetto di legge ha come primo obiettivo quello di evitare l'accanimento terapeutico" che in alcune occasioni prolunga con mezzi straordinari una condizione clinica che inevitabilmente porta alla morte. Questi strumenti medici in realta' prolungano la vita, ma costringono spesso il paziente a sopportare situazioni di sofferenza che contrastano con la volonta' del paziente.
La legge permetterebbe al paziente di dichiarare le proprie volonta' attraverso un documento scritto, firmato dinnanzi a testimoni che non siano eredi o parenti stretti. Il paziente potrebbe altresi' designare un fiduciario per prendere decisioni in suo conto qualora perdesse conoscenza.
In Uruguay il tema del testamento biologico e' considerato molto sensibile, in quanto una parte del mondo istituzionale lo considera un potenziale strumento per legalizzare l'eutanasia. La legge uruguayana -articolo 37 del Codice penale- da' la possibilita' al giudice di non condannare chi pratica l'eutanasia, sempre e solo quando si tratta di una persona che agisce nell'esclusivo interesse e su ripetuta e documentabile richiesta del paziente.
Il primo articolo del progetto di legge stabilisce il diritto del paziente terminale a "rifiutare la somministrazione di trattamenti o procedimenti medici che prolungano la sua sofferenza, dolore o danno". L'articolo specifica pero' che tale rifiuto non e' applicabile alle cure palliative, che secondo la Real Academia, e' cio' che "mitiga, allevia o attenua i sintomi della malattia". Ora il progetto di legge passa al vaglio del Senato.
Secondo i sostenitori, il progetto di legge ha come primo obiettivo quello di evitare l'accanimento terapeutico" che in alcune occasioni prolunga con mezzi straordinari una condizione clinica che inevitabilmente porta alla morte. Questi strumenti medici in realta' prolungano la vita, ma costringono spesso il paziente a sopportare situazioni di sofferenza che contrastano con la volonta' del paziente.
La legge permetterebbe al paziente di dichiarare le proprie volonta' attraverso un documento scritto, firmato dinnanzi a testimoni che non siano eredi o parenti stretti. Il paziente potrebbe altresi' designare un fiduciario per prendere decisioni in suo conto qualora perdesse conoscenza.
In Uruguay il tema del testamento biologico e' considerato molto sensibile, in quanto una parte del mondo istituzionale lo considera un potenziale strumento per legalizzare l'eutanasia. La legge uruguayana -articolo 37 del Codice penale- da' la possibilita' al giudice di non condannare chi pratica l'eutanasia, sempre e solo quando si tratta di una persona che agisce nell'esclusivo interesse e su ripetuta e documentabile richiesta del paziente.
Il primo articolo del progetto di legge stabilisce il diritto del paziente terminale a "rifiutare la somministrazione di trattamenti o procedimenti medici che prolungano la sua sofferenza, dolore o danno". L'articolo specifica pero' che tale rifiuto non e' applicabile alle cure palliative, che secondo la Real Academia, e' cio' che "mitiga, allevia o attenua i sintomi della malattia". Ora il progetto di legge passa al vaglio del Senato.
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