Sabato 6 giugno 2026
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Uruguay. Morales accusa Paesi industrializzati di discriminazione verso gli immigrati

AMERICHE - URUGUAY
Notizia ·
Assenti Fidel Castro e Hugo Chavez, il presidente boliviano Evo Morales e' assurto a indubbio protagonista del XVI Vertice Iberoamericano che chiude oggi i lavori a Montevideo, scagliandosi contro i Paesi industrializzati del Nordamerica che 'criminalizzano' gli immigrati provenienti dal sud, e assicurando che 'la globalizzazione fa accumulare redditi alle multinazionali, ma non e' per gli esseri umani'.
Un discorso durissimo. Che, peraltro, ha anche trovato riscontro negli altri governi latinoamericani che hanno imposto alla Spagna di inserire nella dichiarazione finale del summit, con al centro il tema 'Migrazioni e sviluppo', che gli Stati devono garantire 'pienamente' i diritti umani degli immigrati che abbiano o no i documenti in regola e una dichiarazione speciale che 'contesta' la barriera da 1200 chilometri che gli Usa stanno costruendo alla frontiera con il Messico.
Il ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Morales ha visto i sorci verdi per tentare di calmare la controparte su una questione tanto scottante per l'America Latina ed i Caraibi. E lo stesso premier spagnolo Jose' Luis Rodrigues Zapatero si e' visto costretto a far buon viso a cattivo gioco tant'e' che, ieri, appena arrivato a Montevideo, ha assicurato che 'in Spagna, gli immigrati vengono trattati bene e lo posso dimostrare in modo assoluto'.
Non la pensa cosi' Morales. Che, nel suo appassionato intervento, ha ricordato che quand'era un sindacalista, appena approdato a Madrid, si e' sentito chiedere 500 dollari da due doganieri e, alle sue rimostranze, 'mentre uno me ne ha dette di tutti i colori, l'altro mi ha detto 'negro, per questa volta, puoi pure andare'.
'I Paesi del nord criminalizzano gli immigrati del sud con deportazioni e muri' ha sostenuto il presidente boliviano che, comunque, come gli altri colleghi, ha accettato che non venisse espressa una 'netta condanna' contro la barriera Usa, cosa invece chiesta fino all'ultimo dal Venezuela.
'Eppure - ha aggiunto Morales - quando l'emigrazione era dal nord al sud non vi sono stati problemi, il nostro continente ha sempre accettato tutti, pur se, nello stesso tempo vi e' stato anche il saccheggio delle nostre risorse'.
E' il nocciolo del contenzioso storico attuale tra America Latina e l'Unione Europea. Ovviamente esteso anche agli Usa, visto che ai guai che affrontano i 25 milioni di immigrati latinomericani - 18 milioni dei quali negli Stati Uniti, tre nello stesso continente ed il resto per lo piu' nei Paesi europei, 1,2 milioni dei quali nella sola Spagna - si aggiunge la battaglia della maggior parte dei governi della regione per costringere le multinazionali a ridurre gli enormi utili che hanno acquisito negli ultimi due decenni di liberismo sfrenato.
Con l'aggiunta, poi, che gli emigranti che hanno scelto altri Paesi della regione - soprattutto Argentina - per accordi politici tra i governi vedono scemare i loro problemi, mentre, al di la' del muro Usa, e per quanto riguarda l'Europa, e' ormai panico poiche', si dice, Bruxelles starebbe per estendere l'obbligo del visto - ora necessario solo per peruviani, ecuadoriani e colombiani - a tutti i Paesi.
Moratinos e Zapatero, specialmente nei confronti di Buenos Aires, hanno dovuto sgolarsi per assicurare che, per ora, e' solo un proposito e che, comunque, non riguarda Madrid ma tutti i 27 Paesi della Ue. 'Spagna da madre patria a matrigna', ha titolato il 'Clarin' di Buenos Aires. Tant'e' che, per evitare una rissa che avrebbe declassato un summit, gia' di second'ordine per la mancanza di ben otto capi di stato, tra i quali Lula e Chavez, Moratinos ha accettato che nel documento 'Impegno di Montevideo' si sostenga anche che 'ogni immigrato deve usfruire di tutte le leggi del lavoro che gli sono applicabili, compresi i principi ed i diritti sindacali internazionali' e che 'emigrare non e' un reato, per cui gli Stati non possono introdure politiche che puntano a criminalizzare gli immigrati'.
Certo l'Impegno di Montevideo', come e' stato denominato il documento finale del summit, non ha valore normativo. Ma e' indubbio che non solo la Spagna, ma anche la Ue dovra' tenerne conto vista l'enfasi con la quale l'America Latina - i cui 523 milioni di abitanti corrispondono al 5% della popolazione mondiale, mentre i suoi emigranti sono il 13% del totale - e' pronta ad affrontare oggi la questione.
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