Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. E' errato il metodo di misurazione delle droghe nei cadaveri

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Secondo quanto ha riportato Bruce Goldberger, vice presidente della Accademia Americana per le scienze di Medicina Legale e membro di un comitato creato ad hoc per studiare la questione, ha dichiarato che i metodi usati fino ad ora per determinare la quantita' di droga in un cadavere, sono errati, "non c'e' relazione -dice- tra cio' che si trova in una persona viva ed in una morta".
Nelle persone viventi, infatti, la dose assunta viene calcolata moltiplicando il proprio peso corporeo, la concentrazione di droga nel sangue ed una costante (volume apparente di distribuzione, Vd).
Alcuni studi hanno dimostrato come il Vd possa variare anche di cinque volte da persona a persona. Quindi, per le persone vive, la tecnica e' perlomeno approssimativa.
Ma, il metodo e' completamente errato quando si vanno ad analizzare dei cadaveri. "Si crede -dice un altro membro del comitato, Derrick Pounder, dell'universita' britannica di Dundee- che un cadavere non sia altro che una persona congelata. Ma i livelli delle varie sostanze, non rimangono stabili dopo la morte", quindi la sostanza che viene rilevata puo' variare anche piu' di 10 volte.
Queste scoperte risultano importanti dal punto di vista legale: sbagliare la quantita' di sostanza ingerita prima della morte, puo' portare infatti ad imporre pene esagerate all'eventuale spacciatore.
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