Usa. L'opinione pubblica e' un'altalena che segue i media
La Virginia Commonwealth University gia' dal 2001 si occupa delle attitudini degli statunitensi verso la ricerca sugli embrioni. Questa universita' infatti propone a cadenza regolare dei sondaggi all'interno dello Stato, al fine di valutare quanto l'opinione pubblica sia influenzata da fattori esterni.
L'annuale Life Science Survey chiede ai cittadini cosa ne pensano sui temi di biotecnologie, ricerca scientifica, bioetica e industrializzazione della scienza. Il primo venne proposto un mese dopo che Bush stabili' le famose limitazioni federali alla ricerca sulle staminali embrionali; gia' allora la comunita' scientifica stimo' un "danno" effettivo, dovuto alla mancanza di sperimentazioni nuove, per circa 100 milioni di statunitensi.
L'universita' quest'anno ha deciso di ripresentarlo per valutare quale impatto ha avuto la morte di Reagan e la reiterata chiusura alla scienza da parte di Bush: a livello nazionale infatti si parla di 3 statunitensi favorevoli su uno contrario.
Per quanto riguarda lo Stato della Virginia i sondaggi del 2001 riportavano una percentuale favorevole del 48%, percentuale che si abbassava al 35% nel 2002 per poi rialzarsi al 47% nel 2003. Secondo Daniel Perry, presidente della Coalition for Advancement of Medical Research: "Negli ultimi mesi sono cambiate molte cose dal punto di vista dell'opinione pubblica. Innanzitutto circola molta piu' informazione sul tema di quanto non ce ne sia stata negli ultimi due anni, da quando Bush ha posto il veto su tutto. E' semplice, piu' informazione corretta significa pubblico piu' consapevole e pronto a decidere".
"D'altra parte" -continua l'autrice del sondaggio Cary Funk- "piu' consapevolezza significa piu' propensione alla ricerca e maggiore sostegno. Anche se occorre dire che i cittadini tendono a valutare i temi tramite convinzioni strettamente religiose". Inoltre, la validita' di un sondaggio e' data dalla formulazione chiara della domanda e dalle informazioni che possiedono gli intervistati. Secondo la Funk si puo' dire con sufficiente oggettivita' quindi che gli Usa sono divisi al 50% su questo tema.
L'annuale Life Science Survey chiede ai cittadini cosa ne pensano sui temi di biotecnologie, ricerca scientifica, bioetica e industrializzazione della scienza. Il primo venne proposto un mese dopo che Bush stabili' le famose limitazioni federali alla ricerca sulle staminali embrionali; gia' allora la comunita' scientifica stimo' un "danno" effettivo, dovuto alla mancanza di sperimentazioni nuove, per circa 100 milioni di statunitensi.
L'universita' quest'anno ha deciso di ripresentarlo per valutare quale impatto ha avuto la morte di Reagan e la reiterata chiusura alla scienza da parte di Bush: a livello nazionale infatti si parla di 3 statunitensi favorevoli su uno contrario.
Per quanto riguarda lo Stato della Virginia i sondaggi del 2001 riportavano una percentuale favorevole del 48%, percentuale che si abbassava al 35% nel 2002 per poi rialzarsi al 47% nel 2003. Secondo Daniel Perry, presidente della Coalition for Advancement of Medical Research: "Negli ultimi mesi sono cambiate molte cose dal punto di vista dell'opinione pubblica. Innanzitutto circola molta piu' informazione sul tema di quanto non ce ne sia stata negli ultimi due anni, da quando Bush ha posto il veto su tutto. E' semplice, piu' informazione corretta significa pubblico piu' consapevole e pronto a decidere".
"D'altra parte" -continua l'autrice del sondaggio Cary Funk- "piu' consapevolezza significa piu' propensione alla ricerca e maggiore sostegno. Anche se occorre dire che i cittadini tendono a valutare i temi tramite convinzioni strettamente religiose". Inoltre, la validita' di un sondaggio e' data dalla formulazione chiara della domanda e dalle informazioni che possiedono gli intervistati. Secondo la Funk si puo' dire con sufficiente oggettivita' quindi che gli Usa sono divisi al 50% su questo tema.
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