Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. 50 mila dollari per la copia del micio

AMERICHE - USA
Notizia ·
Il sogno di dare una seconda vita al proprio compagno a quattro zampe potrebbe diventare realta'. L'azienda californiana Genetic Savings and Clone (clicca qui)di Sausalito, si offre di clonare il gatto: 50 mila dollari a "copia".
L'azienda sostiene di avere gia' clonato un felino, che si chiamerebbe "C-C" (Copia Carbone) e che sarebbe in buona salute, e progetta di clonarne altri nove entro la fine dell'anno. Sei verranno vendute e tre serviranno per i saloni commerciali e le mostre.
Secondo quanto riferisce la stampa, Lou Hawthorne, il capo dell'azienda, riconosce che il prezzo e' al momento un po' alto. Chi non puo' permettersi di spendere una cifra del genere puo' pero' mettere in una banca dei geni il Dna del proprio micio, aspettando che il prezzo scenda per farlo poi clonare: pensa a tutto la ditta di Sausalito.
Hawthorne sostiene di avere messo a punto una tecnica di clonazione che riduce i rischi per la salute dei cloni, detta Chromatin Transfer, e annuncia un imminente allargamento del proprio business: dai gatti ai cani che, dice, sono un po' piu' complicati da clonare.
"La gente ci porta la pallina con cui giocava il cane, impregnata della sua saliva, per chiederci se attraverso quella si puo' clonare", spiega Ben Carlson. "Riceviamo un gran numero di richieste. I proprietari alle volte hanno un dente o alcuni peli dell'animale. Ci indicano il luogo dove hanno sepolto la loro mascotte mesi prima. Dobbiamo pero' rispondergli che disgraziatamente, non possiamo fare nulla". Per realizzare la clonazione, spiega, l'azienda deve prelevare il Dna dallo stomaco dell'animale ancora vivo o appena morto.
Intanto le associazioni per la difesa degli animali si chiedono sull'opportunita' di spendere tanto denaro mentre ogni anno 17 mila animali domestici negli Stati Uniti vengono inviati ai canili per non trovare una famiglia adottiva.
Il primo annuncio commerciale che offre la possibilita' di clonare il micio di casa arriva a poco piu' di due anni dalla notizia ufficiale della clonazione del gatto. A darla fu, nel febbraio 2002, la rivista Nature e l'esperimento dal quale era nata la gattina Copycat era stato condotto negli Stati Uniti, in Texas.
Dal punto di vista scientifico non si trattava di una grossa novita', ma il fatto che per la prima volta fosse stato clonato un animale da compagnia lascio' intravedere a molti un futuro soprattutto commerciale. Gia' allora un'azienda texana si era detta disponibile a mettere la procedura a disposizione di persone facoltose intenzionate a rimpiazzare gli animali domestici defunti, ma anche di istituzioni civiche per lo sviluppo di animali socialmente utili, come i cani poliziotto o i cani salva persone.
E' vero pero' che se la clonazione del micio di casa dovesse diventare una moda, le conoscenze della biologia riproduttiva dei felini, ora molto scarse, potrebbero compiere un grande passo in avanti. Un progresso scientifico che andrebbe a vantaggio delle ricerche sulla salvaguardia delle specie in via di estinzione. L'ovocita del gatto sembra infatti compatibile con il materiale genetico di altri felini: in altre parole, si potrebbe introdurre nell'ovocita di un gatto il Dna di una tigre di Sumatra, o di un altro felino minacciato di estinzione, e avere cosi' a disposizione una nuova arma per evitare la scomparsa di una specie. Era proprio questo l'obiettivo dei ricercatori giapponesi dell'universita' di Yamaguchi, quando nel marzo del 2000 annunciarono di voler clonare il gatto.
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