Usa. Anche il cancro al seno ha proprie cellule staminali
Anche il cancro al seno ha delle proprie cellule staminali che generano quelle neoplastiche specializzate a diffondersi nei vari tessuti e a diventare metastasi. La scoperta, pubblicata online sulla rivista scientifica "Proceedings of the National Academy of Science", apre la strada alla messa a punto di nuove terapie oncologiche mirate.
"Di tutte le cellule cancerogene -spiega Michael Clarke, coordinatore della ricerca alla University of Michigan Comprehensive Cancer Center- solo un paio ogni 100 sono in grado di riprodursi, formando nuove cellule maligne. Non solo: il meccanismo di azione di questo tumore solido e' simile a quello individuato nelle leucemie". Lo studio e' stato condotto sui tessuti prelevati a 9 donne operate per cancro primario o metastasi. Cellule madri del tumore sono state individuate in 8 soggetti grazie alla proteina che caratterizza le cellule maligne. "Ogni neoplasia -continua Clarke- ha infatti sulla membrana di superficie anticorpi specifici che fungono da 'impronta digitale'. In questo modo e' possibile stabilire con sicurezza il tipo di cellula presa in esame". Tramite la tecnica del flusso citometrico sono state selezionate 200 cellule staminali tumorali che sono state iniettate nei topi. "Il cancro -afferma Clarke- si e' immediatamente riprodotto e una nuova selezione di 200 cellule genitrici ha dimostrato che erano la fotocopia di quelle iniettate". Per confermare ulteriormente la tesi, gli scienziati hanno ripetuto l'esperimento per quattro volte, prelevando le cellule madri di ogni nuovo tumore generato e iniettandole nuovamente in topi sani. "Le cellule caratterizzare dalla proteina CD44 sulla membrana di superficie -sottolinea Clarke- generavano in ogni nuova cavia una neoplasia". La scoperta, affermano gli esperti, apre nuove frontiere di studio per terapie mirate a distruggere le cellule progenitrici. "Fino ad oggi -spiega l'oncologo Max Wicha, direttore del Comprehensive Cancer Center- si e' curato il cancro puntando sulla distruzione di tutte le cellule maligne. Purtroppo pero' in alcuni casi le terapie si sono rivelate inefficaci, consentendo al tumore di proliferare e degenerare in metastasi. L'individuazione di questo meccanismo di riproduzione di dimostra che per debellare definitivamente il cancro dobbiamo eliminare le sue cellule staminali".
Attualmente, fanno sapere i ricercatori, sono in corso ulteriori studi per mettere a punto il metodo di riconoscimento delle cellule madri tumorali anche in altri tipi di cancro e le relative terapie per individuarle e distruggerle.
Anche il cancro al seno ha delle proprie cellule staminali che generano quelle neoplastiche specializzate a diffondersi nei vari tessuti e a diventare metastasi. La scoperta, pubblicata online sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science, apre la strada alla messa a punto di nuove terapie oncologiche mirate.
"Di tutte le cellule cancerogene -spiega Michael Clarke, coordinatore della ricerca alla University of Michigan Comprehensive Cancer Center- solo un paio ogni 100 sono in grado di riprodursi, formando nuove cellule maligne. Non solo: il meccanismo di azione di questo tumore solido e' simile a quello individuato nelle leucemie". Lo studio e' stato condotto sui tessuti prelevati a 9 donne operate per cancro primario o metastasi. Cellule madri del tumore sono state individuate in 8 soggetti grazie alla proteina che caratterizza le cellule maligne. "Ogni neoplasia -continua Clarke- ha infatti sulla membrana di superficie anticorpi specifici che fungono da 'impronta digitale'. In questo modo e' possibile stabilire con sicurezza il tipo di cellula presa in esame". Tramite la tecnica del flusso citometrico sono state selezionate 200 cellule staminali tumorali che sono state iniettate nei topi. "Il cancro -afferma Clarke- si e' immediatamente riprodotto e una nuova selezione di 200 cellule genitrici ha dimostrato che erano la fotocopia di quelle iniettate". Per confermare ulteriormente la tesi, gli scienziati hanno ripetuto l'esperimento per quattro volte, prelevando le cellule madri di ogni nuovo tumore generato e iniettandole nuovamente in topi sani. "Le cellule caratterizzare dalla proteina CD44 sulla membrana di superficie -sottolinea Clarke- generavano in ogni nuova cavia una neoplasia". La scoperta, affermano gli esperti, apre nuove frontiere di studio per terapie mirate a distruggere le cellule progenitrici. "Fino ad oggi -spiega l'oncologo Max Wicha, direttore del Comprehensive Cancer Center- si e' curato il cancro puntando sulla distruzione di tutte le cellule maligne. Purtroppo pero' in alcuni casi le terapie si sono rivelate inefficaci, consentendo al tumore di proliferare e degenerare in metastasi. L'individuazione di questo meccanismo di riproduzione di dimostra che per debellare definitivamente il cancro dobbiamo eliminare le sue cellule staminali".
Attualmente, fanno sapere i ricercatori, sono in corso ulteriori studi per mettere a punto il metodo di riconoscimento delle cellule madri tumorali anche in altri tipi di cancro e le relative terapie per individuarle e distruggerle.
"Di tutte le cellule cancerogene -spiega Michael Clarke, coordinatore della ricerca alla University of Michigan Comprehensive Cancer Center- solo un paio ogni 100 sono in grado di riprodursi, formando nuove cellule maligne. Non solo: il meccanismo di azione di questo tumore solido e' simile a quello individuato nelle leucemie". Lo studio e' stato condotto sui tessuti prelevati a 9 donne operate per cancro primario o metastasi. Cellule madri del tumore sono state individuate in 8 soggetti grazie alla proteina che caratterizza le cellule maligne. "Ogni neoplasia -continua Clarke- ha infatti sulla membrana di superficie anticorpi specifici che fungono da 'impronta digitale'. In questo modo e' possibile stabilire con sicurezza il tipo di cellula presa in esame". Tramite la tecnica del flusso citometrico sono state selezionate 200 cellule staminali tumorali che sono state iniettate nei topi. "Il cancro -afferma Clarke- si e' immediatamente riprodotto e una nuova selezione di 200 cellule genitrici ha dimostrato che erano la fotocopia di quelle iniettate". Per confermare ulteriormente la tesi, gli scienziati hanno ripetuto l'esperimento per quattro volte, prelevando le cellule madri di ogni nuovo tumore generato e iniettandole nuovamente in topi sani. "Le cellule caratterizzare dalla proteina CD44 sulla membrana di superficie -sottolinea Clarke- generavano in ogni nuova cavia una neoplasia". La scoperta, affermano gli esperti, apre nuove frontiere di studio per terapie mirate a distruggere le cellule progenitrici. "Fino ad oggi -spiega l'oncologo Max Wicha, direttore del Comprehensive Cancer Center- si e' curato il cancro puntando sulla distruzione di tutte le cellule maligne. Purtroppo pero' in alcuni casi le terapie si sono rivelate inefficaci, consentendo al tumore di proliferare e degenerare in metastasi. L'individuazione di questo meccanismo di riproduzione di dimostra che per debellare definitivamente il cancro dobbiamo eliminare le sue cellule staminali".
Attualmente, fanno sapere i ricercatori, sono in corso ulteriori studi per mettere a punto il metodo di riconoscimento delle cellule madri tumorali anche in altri tipi di cancro e le relative terapie per individuarle e distruggerle.
Anche il cancro al seno ha delle proprie cellule staminali che generano quelle neoplastiche specializzate a diffondersi nei vari tessuti e a diventare metastasi. La scoperta, pubblicata online sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science, apre la strada alla messa a punto di nuove terapie oncologiche mirate.
"Di tutte le cellule cancerogene -spiega Michael Clarke, coordinatore della ricerca alla University of Michigan Comprehensive Cancer Center- solo un paio ogni 100 sono in grado di riprodursi, formando nuove cellule maligne. Non solo: il meccanismo di azione di questo tumore solido e' simile a quello individuato nelle leucemie". Lo studio e' stato condotto sui tessuti prelevati a 9 donne operate per cancro primario o metastasi. Cellule madri del tumore sono state individuate in 8 soggetti grazie alla proteina che caratterizza le cellule maligne. "Ogni neoplasia -continua Clarke- ha infatti sulla membrana di superficie anticorpi specifici che fungono da 'impronta digitale'. In questo modo e' possibile stabilire con sicurezza il tipo di cellula presa in esame". Tramite la tecnica del flusso citometrico sono state selezionate 200 cellule staminali tumorali che sono state iniettate nei topi. "Il cancro -afferma Clarke- si e' immediatamente riprodotto e una nuova selezione di 200 cellule genitrici ha dimostrato che erano la fotocopia di quelle iniettate". Per confermare ulteriormente la tesi, gli scienziati hanno ripetuto l'esperimento per quattro volte, prelevando le cellule madri di ogni nuovo tumore generato e iniettandole nuovamente in topi sani. "Le cellule caratterizzare dalla proteina CD44 sulla membrana di superficie -sottolinea Clarke- generavano in ogni nuova cavia una neoplasia". La scoperta, affermano gli esperti, apre nuove frontiere di studio per terapie mirate a distruggere le cellule progenitrici. "Fino ad oggi -spiega l'oncologo Max Wicha, direttore del Comprehensive Cancer Center- si e' curato il cancro puntando sulla distruzione di tutte le cellule maligne. Purtroppo pero' in alcuni casi le terapie si sono rivelate inefficaci, consentendo al tumore di proliferare e degenerare in metastasi. L'individuazione di questo meccanismo di riproduzione di dimostra che per debellare definitivamente il cancro dobbiamo eliminare le sue cellule staminali".
Attualmente, fanno sapere i ricercatori, sono in corso ulteriori studi per mettere a punto il metodo di riconoscimento delle cellule madri tumorali anche in altri tipi di cancro e le relative terapie per individuarle e distruggerle.
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