Usa. Approvato alla Camera il divieto totale alla clonazione
L'Assemblea ha approvato il progetto di legge chiamato Human Cloning Prohibiction Act (H.R. 534), presentato dai parlamentari Dave Weldon e Burt Stupak che proibisce qualsiasi uso della clonazione. La legge e' passata con 241 voti favorevoli contro 155 contrari e ora dovra' andare al vaglio del Senato.
Un emendamento alla legge era stato presentato dal repubblicano della Pennsylvania Jim Greenwood, Anna Eshoo dei democratici della California e dal democratico della Florida Peter Deutsch, che restringevano il divieto solo alla clonazione riproduttiva e supportavano l'uso degli embrioni nella ricerca, ma e' stato bocciato con una votazione di 231 contrari e 174 favorevoli.
Numerosi i commenti del mondo politico, diviso fra le posizioni lapidarie dei gruppi pro-vita e quelle aperte agli stimoli della scienza e della medicina. "La vita non e' una comodita'" ha dichiarato Sue Myrick, repubblicana del North Carolina, secondo la quale non ci sono differenze tra le attuali ricerche sugli embrioni e gli esperimenti di eugenetica condotti dai nazisti. Entusiasta anche lo stesso Weldon, che ha dichiarato che "la razza umana non e' aperta a sperimentazioni in qualsiasi livello, anche a livello molecolare". E il presidente Bush ha sottolineato che una votazione bipartisan di questo tipo non ha fatto altro che evidenziare i profondi temi morali e sociali che implica la clonazione umana.
I sostenitori della clonazione terapeutica invece hanno visto nell'approvazione del progetto di legge un messaggio fortemente negativo per la comunita' scientifica e per il mondo della ricerca. Secondo Greenwood ad esempio vi e' un'ipocrisia di fondo nell'impostazione di coloro che supportano una politica di tipo proibizionista, ossia quella diversa interpretazione del concetto di embrione a seconda dell'uso o delle finalita' di questo stesso nella ricerca e nella medicina. Nessun parlamentare anti-clonazione terapeutica infatti si sognerebbe mai di proibire la fecondazione in vitro, anche se comunque la stragrande maggioranza degli embrioni creati e' destinata ad essere distrutta.
"La questione e': e' [un embrione] un essere umano? E' una persona?" si chiede il dott. John Gearhart della Johns Hopkins University, uno degli scopritori delle staminali embrionali. Il problema, secondo i sostenitori dell'emendamento, e' che i vari gruppi pro-vita, che di fatto vengono poi rappresentati anche in Parlamento, adducono alle loro tesi implicazioni fortemente emotive e argomentazioni spesso poco scientifiche, dipingendo le prospettive future come delle "fabbriche di bambini".
L'esempio piu' chiaro di questa posizione proviene dal National Right to Life Committee, che in una lettera aperta al Parlamento invitava i legislatori a proibire qualsiasi provvedimento che autorizzi la creazione di embrioni attraverso clonazione, indipendentemente dallo scopo finale del processo. Nella lettera si leggeva che la modifica presentata da Greenwood era fuorviante, perche', pur dichiarando un divieto alla clonazione riproduttiva, di fatto la permetteva: "L'emendamento di Greenwood non proibisce la clonazione umana, ma si limita a proibire la sopravvivenza dei cloni, che e' ben diverso".
Un coro di dissensi sia sta alzando da parte delle compagnie biotech, che confidano ancora nella decisione del Senato. Il direttore esecutivo della Geron Corp., Thomas Okarma ha subito polemizzato sull fatto che, con metodi esclusivamente politici, sia stato votato un provvedimento su un tema scientifico. Concordano anche le altre compagnie e i gruppi per i diritti dei malati, secondo i quali il dibattito era compromesso sin dall'inizio, a causa delle forti pressioni della Chiesa Cattolica e del National Right to Life Committee. "Sono molto potenti e convincenti", ha dichiarato Michael Manganiello presidente della Coalition for the Advancement of Medical Research, "ci sono stati giorni in cui hanno inondato le chiese di tutto il Paese con 20 milioni di opuscoli".
Cio' che la Chiesa ha condotto e' stata una vera e propria campagna di persuasione, facendo leva sulla fede dei cattolici e sul senso "morale" . Nei bollettini di informazione e' stata data molto informazione in merito, definendo l'emendamento di Greenwood "Clona e uccidi". Ma lo stesso Greenwood ricorda che gli americani, e i loro rappresentanti politici, che non conoscono a fondo l'argomento, sono suscettibili ai "racconti dell'orrore" presentati dagli organismi religiosi, di conseguenza e' scorretto incutere timori scientifici solo in parte fondati, ad un target di persone non sufficientemente informato.
La American Diabetes Association (ADA) ha fatto sapere che approva solo in parte la decisione della Camera. Supporta pienamente il veto sulla clonazione riproduttiva, mentre e' profondamente contraria a proibire il "Trasferimento Nucleare Somatico", in quanto procedura potenzialmente utile per i milioni di diabetici che debbono ricorrere all'insulina.
L'ADA spera in un riscontro piu' favorevole al Senato, e sostiene le proposte dei Senatori Hatch, Feinstein, Kennedy, Miller, Harkin e Specter, per i quali la ricerca sulle cellule staminali embrionali deve avere un ruolo legale pienamente riconosciuto e protetto. "E' di importanza fondamentale che agli scienziati, entro rigorose linee guida morali ed etiche, sia dato il permesso per le loro ricerche; che potrebbero offrire preziose speranze ai malati cronici di diabete e alle loro famiglie. Invito tutti i Senatori a sostenere questo passaggio delicato", ha dichiarato la dott.ssa Francine Kaufman, presidente dell'ADA, che continua: "e' sbagliato dipingere il "Trasferimento Nucleare Somatico" con lo stesso "pennellone" utilizzato per criminalizzare la clonazione riproduttiva. Sono due entita' distinte e separate.
"Le dichiarazioni di Weldon sulla non-utilita' delle cellule staminali embrionali sono particolarmente imbarazzanti, proprio perche' provengono da una persona che si suppone abbia una certa conoscenza medica". E' Robert Lanza, direttore medico della "Advanced Cell Technology" (ACT), che esprime il suo sdegno verso chi, come Weldon, si rifiuta di accettare le prove scientifiche dei benefici potenziali offerti dalle staminali per motivi meramente ideologici. "Sta cercando di promuovere la disinformazione perpetua."
Un emendamento alla legge era stato presentato dal repubblicano della Pennsylvania Jim Greenwood, Anna Eshoo dei democratici della California e dal democratico della Florida Peter Deutsch, che restringevano il divieto solo alla clonazione riproduttiva e supportavano l'uso degli embrioni nella ricerca, ma e' stato bocciato con una votazione di 231 contrari e 174 favorevoli.
Numerosi i commenti del mondo politico, diviso fra le posizioni lapidarie dei gruppi pro-vita e quelle aperte agli stimoli della scienza e della medicina. "La vita non e' una comodita'" ha dichiarato Sue Myrick, repubblicana del North Carolina, secondo la quale non ci sono differenze tra le attuali ricerche sugli embrioni e gli esperimenti di eugenetica condotti dai nazisti. Entusiasta anche lo stesso Weldon, che ha dichiarato che "la razza umana non e' aperta a sperimentazioni in qualsiasi livello, anche a livello molecolare". E il presidente Bush ha sottolineato che una votazione bipartisan di questo tipo non ha fatto altro che evidenziare i profondi temi morali e sociali che implica la clonazione umana.
I sostenitori della clonazione terapeutica invece hanno visto nell'approvazione del progetto di legge un messaggio fortemente negativo per la comunita' scientifica e per il mondo della ricerca. Secondo Greenwood ad esempio vi e' un'ipocrisia di fondo nell'impostazione di coloro che supportano una politica di tipo proibizionista, ossia quella diversa interpretazione del concetto di embrione a seconda dell'uso o delle finalita' di questo stesso nella ricerca e nella medicina. Nessun parlamentare anti-clonazione terapeutica infatti si sognerebbe mai di proibire la fecondazione in vitro, anche se comunque la stragrande maggioranza degli embrioni creati e' destinata ad essere distrutta.
"La questione e': e' [un embrione] un essere umano? E' una persona?" si chiede il dott. John Gearhart della Johns Hopkins University, uno degli scopritori delle staminali embrionali. Il problema, secondo i sostenitori dell'emendamento, e' che i vari gruppi pro-vita, che di fatto vengono poi rappresentati anche in Parlamento, adducono alle loro tesi implicazioni fortemente emotive e argomentazioni spesso poco scientifiche, dipingendo le prospettive future come delle "fabbriche di bambini".
L'esempio piu' chiaro di questa posizione proviene dal National Right to Life Committee, che in una lettera aperta al Parlamento invitava i legislatori a proibire qualsiasi provvedimento che autorizzi la creazione di embrioni attraverso clonazione, indipendentemente dallo scopo finale del processo. Nella lettera si leggeva che la modifica presentata da Greenwood era fuorviante, perche', pur dichiarando un divieto alla clonazione riproduttiva, di fatto la permetteva: "L'emendamento di Greenwood non proibisce la clonazione umana, ma si limita a proibire la sopravvivenza dei cloni, che e' ben diverso".
Un coro di dissensi sia sta alzando da parte delle compagnie biotech, che confidano ancora nella decisione del Senato. Il direttore esecutivo della Geron Corp., Thomas Okarma ha subito polemizzato sull fatto che, con metodi esclusivamente politici, sia stato votato un provvedimento su un tema scientifico. Concordano anche le altre compagnie e i gruppi per i diritti dei malati, secondo i quali il dibattito era compromesso sin dall'inizio, a causa delle forti pressioni della Chiesa Cattolica e del National Right to Life Committee. "Sono molto potenti e convincenti", ha dichiarato Michael Manganiello presidente della Coalition for the Advancement of Medical Research, "ci sono stati giorni in cui hanno inondato le chiese di tutto il Paese con 20 milioni di opuscoli".
Cio' che la Chiesa ha condotto e' stata una vera e propria campagna di persuasione, facendo leva sulla fede dei cattolici e sul senso "morale" . Nei bollettini di informazione e' stata data molto informazione in merito, definendo l'emendamento di Greenwood "Clona e uccidi". Ma lo stesso Greenwood ricorda che gli americani, e i loro rappresentanti politici, che non conoscono a fondo l'argomento, sono suscettibili ai "racconti dell'orrore" presentati dagli organismi religiosi, di conseguenza e' scorretto incutere timori scientifici solo in parte fondati, ad un target di persone non sufficientemente informato.
La American Diabetes Association (ADA) ha fatto sapere che approva solo in parte la decisione della Camera. Supporta pienamente il veto sulla clonazione riproduttiva, mentre e' profondamente contraria a proibire il "Trasferimento Nucleare Somatico", in quanto procedura potenzialmente utile per i milioni di diabetici che debbono ricorrere all'insulina.
L'ADA spera in un riscontro piu' favorevole al Senato, e sostiene le proposte dei Senatori Hatch, Feinstein, Kennedy, Miller, Harkin e Specter, per i quali la ricerca sulle cellule staminali embrionali deve avere un ruolo legale pienamente riconosciuto e protetto. "E' di importanza fondamentale che agli scienziati, entro rigorose linee guida morali ed etiche, sia dato il permesso per le loro ricerche; che potrebbero offrire preziose speranze ai malati cronici di diabete e alle loro famiglie. Invito tutti i Senatori a sostenere questo passaggio delicato", ha dichiarato la dott.ssa Francine Kaufman, presidente dell'ADA, che continua: "e' sbagliato dipingere il "Trasferimento Nucleare Somatico" con lo stesso "pennellone" utilizzato per criminalizzare la clonazione riproduttiva. Sono due entita' distinte e separate.
"Le dichiarazioni di Weldon sulla non-utilita' delle cellule staminali embrionali sono particolarmente imbarazzanti, proprio perche' provengono da una persona che si suppone abbia una certa conoscenza medica". E' Robert Lanza, direttore medico della "Advanced Cell Technology" (ACT), che esprime il suo sdegno verso chi, come Weldon, si rifiuta di accettare le prove scientifiche dei benefici potenziali offerti dalle staminali per motivi meramente ideologici. "Sta cercando di promuovere la disinformazione perpetua."
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