Usa. Arizona. Le metanfetamine sono un pericolo per i Navajo
Ad un anno dall'attacco alle metanfetamine (per esempio sono aumentate le pene e migliorato l'addestramento e il coordinamento della polizia con le forze speciali antidroghe) nella piu' grande riserva indiana degli Stati Uniti, queste sostanze continuano ad essere una minaccia.Lynette Willie, portavoce del "Navajo Department of Behavioral Health Service" le ha definite "l'attuale minaccia alla gente Navajo" e aggiunge Joe Shirley Jr., presidente della comunita' indiana: "Ho visto cosa provocano. E' terribile".
Sono anni che nella comunita' si vedono i segni del consumo: piu' casi di paranoia, attrezzi per fumarle abbandonati nel territorio e piu' episodi di violenza. In questa riserva di 300 mila persone sono un problema, maggiore anche dell'alcol.
Lo scorso anno i Navajo hanno deciso di penalizzare le metanfetamine: il possesso o la vendita di queste sostanze sono punibili con massimo un anno di prigione e 5 mila dollari di multa (le metanfetamine sono gia' un crimine federale, ma le autorita' federali possono accedere alle riserve sono per episodi molto gravi, ndr).
Queste sostanze arrivano illegalmente da Phoenix e dal Messico, ed e' difficile intercettarle perche' l'area e' molto grande e copre Arizona, New Mexico e Utah.
"Le sei prigioni esistenti hanno solamente 70 letti. Le persone arrestate per crimini connessi alle metanfetamine sono generalmente rilasciate dopo 8-12 ore per far posto a quelle arrestate per crimini piu' gravi", ha dichiarato Samson Cowboy, direttore del "Navajo Division of Public Safety".
Nella riserva non ci sono centri per la disintossicazione, ma c'e' una proposta per costruirne uno con 72 letti, al costo di 10,2 milioni di dollari.
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