Domenica 7 giugno 2026
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Usa. Le banche pubblicizzano: "Voglio il tuo cordone ombelicale!"

AMERICHE - USA
Notizia ·
Capita spesso negli Usa in questo periodo che se una donna rimasta incinta, di colpo venga sommersa da messaggi pubblicitari e depliant informativi sulla conservazione del cordone ombelicale. Sta diventando infatti un vero e proprio business, con tanto di concorrenza su chi offre il piu' lungo tempo di immagazzinaggio a minor prezzo possibile; e il risultato e' che i futuri genitori si trovano di fronte sostanzialmente ad un problema di "assicurazione sulla vita".
I prezzi vanno dai 1000 ai 1740 Usd per gli esami iniziali e i trattamenti per la conservazione, piu' 95 Usd annuali. Alcuni genitori parlano addirittura di stress emotivi: "ti presentano la possibilita' di avere una guarigione certa se tuo figlio dovesse avere dei problemi. Se non accetti rischiano di farti sentire in colpa per qualcosa che non e' mai successo e che forse non succedera' mai. E' una decisione veramente complessa". Resta il fatto che le banche private si estendono a macchia d'olio: solo negli Usa ve ne sono 27, 12 delle quali sono spuntate negli ultimi 3 anni. Secondo il Cord Blood Registry negli ultimi anni si e' registrato un aumento delle richieste del 40-50%, con un totale attuale di 60.000 unita'. La Cor.Cell da sola ha raddoppiato i suoi clienti in un anno e ad oggi possiede 8.000 campioni; la Lifebank Usa raggiunge i 20.000.
I trapianti di staminali cordonali autologhe in certi casi sono veramente l'unica soluzione possibile, ma c'e' da dire che gran parte dei trapianti viene svolta con donatori non correlati, e utilizzando le dovute procedure. Secondo John Wagner, direttore scientifico del Clinical Research of the Blood and Marrow Transplant Program e del Stem Cell Institute preso la University of Minnesota, "e' un bel gesto sicuramente far conservare il cordone, ma se non vi sono malattie genetiche dichiarate e conosciute, rimane una cosa piuttosto inutile. Il problema e' che le compagnie ti fanno credere di non essere un buon genitore se non lo fai". E dai dati forniti dall' American Academy of Pediatrics sembra che le possibilita' per un bimbo di usufruire del proprio cordone in eta' adulta siano di 1 su 1000, e in alcuni casi su 200.000.
E' evidente che le compagnie private vogliano marciarci sopra. E da un lato non e' nemmeno sbagliato che lo facciano. C'e' da dire pero' che molti esperti e tecnici sperano che la Food and Drug Administration regoli questa situazione e dia piu' spazio alle banche pubbliche che offrono questo servizio. Queste ultime infatti sono le principali fornitrici di materiale biologico in caso di trapianti, ed e' giusto che abbiano la priorita' sulla conservazione del cordone.
Donare il sangue cordonale alla scienza o alle banche pubbliche puo' essere un modo per garantire sulla vita dei propri figlio in termini diversi: dando per primi un segno di civilita' e rispetto sociale.
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