Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. Buone prospettive per il cuore

AMERICHE - USA
Notizia · Sebastian A.Rios ·
Tratto dal quotidiano La Nacion del 23 settembre 2007

"Siamo a cinque o sei anni di distanza dall'approvazione delle terapie cellulari negli Stati Uniti, che si tratti di un prodotto o di un procedimento. E probabilmente le prime le avremo per casi di necessita' disperata, per pazienti con insufficienza cardiaca", ritiene il dottor Marc Penn, direttore del Laboratorio di Sperimentazione Animale della prestigiosa Cleveland Clinic.
Le terapie cellulari, cui fa riferimento, non sono ne' piu' ne' meno che quelle che impiegano cellule staminali o stem cells, alle quali s'attribuisce la capacita' di convertirsi in qualunque tipo di cellule dell'organismo e su cui si fondono tante promesse, persino temerarie, per curare malattie finora rimaste senza risposta. Ma qui Penn introduce un chiarimento sulla reale utilita' terapeutica. "I primi studi suggerivano l'esistenza di vari tipi di cellule staminali che si trasformavano in cellule cardiache" -nota. "Le informazioni piu' recenti indicano che non e' la verita', benche' resti assodato che se uno inserisce delle cellule staminali nel cuore, queste liberano degli elementi nei tessuti cardiaci che permettono al muscolo e alle cellule del cuore di sopravvivere a un attacco cardiaco".
"Attualmente esiste una controversia sulla possibilita' di differenziazione delle cellule staminali progenitrici estratte dal midollo osseo in cellule del cuore", aggiunge il dottor Mariano Albertal del Dipartimento di Ricerca dell'Istituto Cardiovascolare di Buenos Aires (ICBA). Resta il fatto che ci sono alcuni tipi di cellule staminali che hanno mostrato d'agire come era stato ipotizzato. "Le cellule staminali ematopoietiche, che si trasformano in nuovi vasi sanguigni e liberano fattori positivi per il cuore, e le cellule staminali mesenchimali, che si trasformano in cellule strutturali del cuore", elenca Penn.
Quali saranno i primi pazienti che potranno beneficiare di terapie con le cellule staminali? "Il vero approccio per comprendere il potenziale delle cellule staminali e' la prevenzione e il trattamento dell'insufficienza cardiaca", risponde Penn. "Ed e' chiaro che sono i cardiopatici con un danno significativo al cuore a beneficiarne di piu'". Penn segnala i due ostacoli che occorre superare prima che i trattamenti possano essere sperimentati. Il primo: con alcuni tipi di cellule staminali, come i mioblasti del tessuto muscolare scheletrico, alcuni pazienti sviluppano una certa instabilita' elettrica nel proprio cuore. Inoltre, Penn segnala la necessita' di elaborare modalita' di trattamento per cui non sia necessario utilizzare cellule staminali dello stesso paziente, giacche' cio' richiede anche delle settimane. "Abbiamo bisogno di qualcosa di semplice, che si possa somministrare a qualunque ora, poiche' sappiamo che i pazienti colpiti da infarto si presentano nelle 24 ore del giorno, nei 7 giorni della settimana"- dice. "Per questo e' importante poter contare su cellule (staminali) di donatori".
Penn prevede d'iniziare presto uno studio che impiega cellule staminali di donatori nel trattamento dell'infarto. "Abbiamo la speranza d'essere pronti per l'inizio dell'anno", aggiunge, e ricorda che attualmente la sperimentazione con le cellule staminali non e' limitata alla cardiologia. "Ci sono studi sulle lesioni polmonari, le lesioni renali, del fegato, del pancreas, sul diabete e in neurologia. In realta', tutti gli organi vengono studiati da questa prospettiva".

(Traduzione di Rosa a Marca)
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