Usa. Bush e Kerry, faccia a faccia su Nature
"Head to head" tra i due candidati alla Casa Bianca: George W. Bush e Jhon Kerry. La sfida, 15 domande sulla politica scientifica, sul supplemento speciale dell'ultimo numero della rivista britannica Nature. Dall'ambiente allo spazio, da Internet alle cellule staminali.
E proprio la domanda numero quindici e' quella sulle staminali: "come deve essere la legislazione sulla ricerca con le cellule staminali, secondo i candidati?".
La posizione di Bush, potrebbe riassumersi cosi': il suo Governo appoggia la ricerca con le cellule staminali embrionali, ma vuole evitare la politicizzazione di questa strada della ricerca e di rispettare i problemi etici che solleva.
"La mia politica rende possibile il finanziamento pubblico alle ricerche che esplorino il potenziale delle cellule staminali embrionali, rispettando al contempo le implicazioni morali ed etiche associate a questa ricerca". "Sono impegnato affinche' la ricerca sulle cellule staminali prosegua senza oltrepassare confini morali fondamentali. Tuttavia, quest'area e' ancora molto all'inizio e, per quanto possa sembrare promettente, non dobbiamo sopravvalutare lo stato di questa scienza, o politicizzarla, perche' staremo dando false speranze alle persone e alle famiglie che sopportano malattie terribili", conclude Bush.
Se Bush gioca in difesa della sua amministrazione, Kerry si presenta con un discorso molto diverso: "Oggi, milioni di bambini ed adulti soffrono di malattie incurabili come il diabete, il Parkinson, l'Alzheimer, malattie coronariche, cancro e lesioni del midollo osseo. John Edwards ed io riteniamo che debbano essere eliminate le barriere che impediscono il progresso della scienza e vogliamo incentivare l'esplorazione medica, perche' i ricercatori possano scoprire delle cure. Leverei le restrizioni ideologiche alla ricerca sulle cellule staminali create dall'Amministrazione Bush [.], garantendo un rigoroso contorno etico". Insomma, via il limite dell'agosto 2001, che permette di ricevere finanziamenti federali alle sole linee di staminali embrionali create entro quella data.
E proprio la domanda numero quindici e' quella sulle staminali: "come deve essere la legislazione sulla ricerca con le cellule staminali, secondo i candidati?".
La posizione di Bush, potrebbe riassumersi cosi': il suo Governo appoggia la ricerca con le cellule staminali embrionali, ma vuole evitare la politicizzazione di questa strada della ricerca e di rispettare i problemi etici che solleva.
"La mia politica rende possibile il finanziamento pubblico alle ricerche che esplorino il potenziale delle cellule staminali embrionali, rispettando al contempo le implicazioni morali ed etiche associate a questa ricerca". "Sono impegnato affinche' la ricerca sulle cellule staminali prosegua senza oltrepassare confini morali fondamentali. Tuttavia, quest'area e' ancora molto all'inizio e, per quanto possa sembrare promettente, non dobbiamo sopravvalutare lo stato di questa scienza, o politicizzarla, perche' staremo dando false speranze alle persone e alle famiglie che sopportano malattie terribili", conclude Bush.
Se Bush gioca in difesa della sua amministrazione, Kerry si presenta con un discorso molto diverso: "Oggi, milioni di bambini ed adulti soffrono di malattie incurabili come il diabete, il Parkinson, l'Alzheimer, malattie coronariche, cancro e lesioni del midollo osseo. John Edwards ed io riteniamo che debbano essere eliminate le barriere che impediscono il progresso della scienza e vogliamo incentivare l'esplorazione medica, perche' i ricercatori possano scoprire delle cure. Leverei le restrizioni ideologiche alla ricerca sulle cellule staminali create dall'Amministrazione Bush [.], garantendo un rigoroso contorno etico". Insomma, via il limite dell'agosto 2001, che permette di ricevere finanziamenti federali alle sole linee di staminali embrionali create entro quella data.
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