Sabato 6 giugno 2026
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Usa. Bush spera in un accordo in Congresso sull'immigrazione

AMERICHE - USA
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Mentre il Senato gli infligge una sconfitta scontata, bocciando l'emendamento costituzionale da lui sostenuto per mettere al bando i matrimoni omosessuali, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush prosegue, oggi, nel Nebraska, la sua campagna sulla riforma dell'immigrazione.
Dopo avere visitato a Omaha un centro cattolico che aiuta gli immigrati a inserirsi nella societa' nord-americana, Bush s'e' mostrato ottimista sulla possibilita' che Camera e Senato riescano a conciliare le bozze di riforma profondamente diverse che hanno approvato, pur riconoscendo che trovare un terreno di compromesso sara' difficile.
A Washington, molti pensano che deputati e senatori potrebbero non riuscirci prima dell'estate. E, dopo, le elezioni politiche di midterm del 7 novembre renderebbero, probabilmente, un'intesa impossibile.
Ieri, Bush aveva fatto visita, in New Mexico e in Texas, Stati di frontiera, a centri di comando e di addestramento della polizia che sorveglia i confini e che ha appena ricevuto le avanguardie dei rinforzi della Guardia Nazionale (una compagnia dello Utah).
Il presidente e' favorevole a una riforma che regolarizzi, o avvii alla regolarizzazione, una parte dei circa 12 milioni di immigrati clandestini che lavorano e vivono nell'Unione, oltre che rafforzare i controlli alle frontiere per prevenire l'immigrazione illegale.
La bozza di riforma del Senato include una versione del programma dei 'lavoratori ospiti' proposto dalla Casa Bianca; quello della Camera, invece, criminalizza i clandestini e ne prevede la deportazione e si concentra sul rafforzamento della sicurezza alle frontiere.
Nonostante le differenze fra i due testi, Bush insiste che il Congresso 'sta facendo progressi' verso una riforma dell'immigrazione 'globale', sottolineando quelli che sono gli elementi condivisi da deputati e senatori, come il fatto che 'ogni immigrante illegale colto al passaggio del confine deve essere rispedito a casa'.
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