Usa. California: nuovo impulso agli studi sulla marijuana terapeutica
Un rivoluzionario esperimento sulla marijuana terapeutica condotto dai dottori della contea di S. Mateo ha ricevuto un nuovo impulso, dopo che il governo federale ha acconsentito affinche' determinate persone partecipino all'iniziativa scientifica. I criteri, infatti, troppo stretti su chi potesse partecipare alla ricerca, rendeva lo studio inefficace, impedendone l'espansione.
Il Dottor Dennis Israelski, direttore della ricerca sull'AIDS dell'ospedale della contea, ha iniziato il nuovo studio due anni fa, con pazienti affetti da immunodeficienza, sull'uso della marijuana per alleviare i dolori. Ora l'esperimento riguardera' vari sintomi associati all'AIDS non soltanto la neuropatia o i dolori degli arti, e si valutera' se i 60 pazienti HIV positivi sofferenti di nausea, perdita di peso, e altri sintomi, risponderanno alle cure, che consisteranno nell'inalare il fumo delle sigarette di marijuana prescritte. "Liberalizzando i criteri di elegibilita' allo studio, ci sara' una partecipazione piu' varia. La conservazione e lo stoccaggio della droga saranno modificati per minimizzare gli effetti negativi mantenendone la potenza", ha detto il dottor Israelski dopo avere appreso dell'ok federale. Nella ricerca, la marijuana e' conservata ghiacciata, per non piu' di 24 ore, prima dell'uso quotidiano nelle successive sei settimane. I pazienti, contemporaneamente, annoteranno la droga usata, la quantita' somministrata e gli effetti. Prosegue Israelski:"Con le modifiche, il campione di marijuana somministrata viene meglio tollerata dai soggetti in cura, e meglio accettata".
Un anno fa i ricercatori cercarono di utilizzare un diversa qualita' di marijuana, ma la proposta fu bocciata dall'ufficio del governo federale.
Il County Supervisor Mike Nevin ha affermato: "Facciamo fare un passo avanti alla ricerca, e sono lieto che il governo federale consenta di proseguire questi studi".
Il prossimo studio interessera' i malati di cancro, con la collaborazione del Center of Medical Cannabis Research di San Diego.
Il Dottor Dennis Israelski, direttore della ricerca sull'AIDS dell'ospedale della contea, ha iniziato il nuovo studio due anni fa, con pazienti affetti da immunodeficienza, sull'uso della marijuana per alleviare i dolori. Ora l'esperimento riguardera' vari sintomi associati all'AIDS non soltanto la neuropatia o i dolori degli arti, e si valutera' se i 60 pazienti HIV positivi sofferenti di nausea, perdita di peso, e altri sintomi, risponderanno alle cure, che consisteranno nell'inalare il fumo delle sigarette di marijuana prescritte. "Liberalizzando i criteri di elegibilita' allo studio, ci sara' una partecipazione piu' varia. La conservazione e lo stoccaggio della droga saranno modificati per minimizzare gli effetti negativi mantenendone la potenza", ha detto il dottor Israelski dopo avere appreso dell'ok federale. Nella ricerca, la marijuana e' conservata ghiacciata, per non piu' di 24 ore, prima dell'uso quotidiano nelle successive sei settimane. I pazienti, contemporaneamente, annoteranno la droga usata, la quantita' somministrata e gli effetti. Prosegue Israelski:"Con le modifiche, il campione di marijuana somministrata viene meglio tollerata dai soggetti in cura, e meglio accettata".
Un anno fa i ricercatori cercarono di utilizzare un diversa qualita' di marijuana, ma la proposta fu bocciata dall'ufficio del governo federale.
Il County Supervisor Mike Nevin ha affermato: "Facciamo fare un passo avanti alla ricerca, e sono lieto che il governo federale consenta di proseguire questi studi".
Il prossimo studio interessera' i malati di cancro, con la collaborazione del Center of Medical Cannabis Research di San Diego.
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