Venerdì 5 giugno 2026
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Usa. California: ricerca sugli effetti del consumo della marijuana

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Uno studio della University of California di San Diego (UCSD) School of Medicine, rivela che il consumo -da lungo tempo o ricreativo- della marijuana, non porta a danni considerevoli e regolari delle funzioni neurocognitive, ma il solo effetto secondario, deleterio, riscontrato, e' quello di un impedimento minimo nella sfera dell'apprendimento e della memoria. La ricerca e' particolarmente interessante, perche' molti Stati stanno considerando la opportunita' di permettere la marijuana a scopo terapeutico, e risponde alle domande sulla eventuale tossicita' della sostanza per un uso prolungato nel tempo. Lo studio, pubblicato questo mese nella rivista Journal of the International Neuropsychological Society, raccoglie la sintesi di 15 ricerche precedenti sugli effetti minori della cannabis in soggetti adulti.
Sono stati eseguiti test su 704 consumatori di lungo tempo di cannabis e su 484 non consumatori. "Sorprendentemente abbiamo notato delle piccole prove di effetti dannosi. La sola eccezione era una piccola differenza nell'apprendere nuove informazioni", ha affermato Igor Grant, a capo della ricerca, direttore del Centre for Medical Cannabis Research (CMCR) e trade union tra la univesita' di San Diego e quella di San Francisco. "Gli effetti secondari, riscontrati nei fumatori accaniti di lunga data, sollevano problemi pratici; ora dobbiamo vedere gli effetti su quelli che consumano la cannabis per un breve periodo e su prescrizione medica. I fumatori di marijuana che usano anche altre droghe come l'alcool o le anfetamine, potrebbero avere effetti negativi neurologici di lunga durata. Questo solleva il problema su quale altra droga contribuisca ai problemi, minimi, di apprendimento riscontrati nei fumatori di marijuana".
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