Mercoledì 10 giugno 2026
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Usa. California. Verso la fine dei "tre colpi"

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Sembra che sia arrivata la fine per la legge californiana dei "tre colpi e sei fuori", che prevede una condanna automatica da 25 anni all'ergastolo per chiunque venga giudicato colpevole per la terza volta.
La legge nacque dieci anni fa su iniziativa degli elettori durante un'ondata emozionale e mediatica all'indomani del rapimento e dell'uccisione di una dodicenne. Dato che il colpevole era gia' stato giudicato diverse volte, molti californiani decisero che la terza sentenza dovesse essere quella "definitiva".
Dieci anni dopo, alla fine del 2003, circa 42.000 persone, il 25% di tutta la popolazione carceraria dello Stato sta scontando una pena lunghissima per la legge dei ""three strikes". La legge fu istituita per proteggersi contro il crimine violento, ma la stragrande maggioranza dei detenuti per questo tipo di condanne sono piccoli spacciatori di droga, piccoli ladri. Ci sono casi di persone condannate a 25 anni per la vendita di 20 dollari di crack, o per il furto di alcune videocassette del valore di 150 dollari.
In California, un detenuto costa 30.000 dollari l'anno. Per una pena minima di 25 anni, fanno 750.000 dollari. Una cifra che, per un reato di 20 dollari e' un costo un po' esagerato.
Altro punto a "sfavore" della legge e' il lato razzista. Gli "afroamericani" hanno 10 volte piu' possibilita' dei "bianchi" di essere condannati all'ergastolo per il terzo reato. I "latinos", quasi il doppio (il 78% in piu' rispetto ai bianchi). Finita l'ondata emotiva, infatti, sembra che tre californiani su quattro giudichino la legge "eccessiva" e vorrebbero, se non abrogarla, almeno ridimensionarla e farla applicare soltanto ai casi di crimine violento.
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