Usa. Camera approva legge sui finanziamenti alla ricerca con le staminali embrionali. Bush pronto al veto
Voti e veti tornano a incrociarsi a Washington tra Casa Bianca e Congresso sul tema della ricerca che tocca l'embrione. La Camera, ora sotto il controllo dei democratici, ha approvato lo scorso 11 gennaio per 253 voti a 174 una legge per allargare il finanziamento federale alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e il presidente George W.Bush ha ribattuto con un documento che segna la linea dell'amministrazione: pronti al veto sull'embrione e accelerazione invece sulle ricerche che riguardano le staminali adulte, o quelle appena scoperte nel liquido amniotico.
L'anno scorso il Congresso Usa, all'epoca controllato dai repubblicani, varo' una legge sulle staminali embrionali che spinse Bush a impugnare la penna del veto per la prima (e finora unica) volta da quando e' presidente. Nella campagna per le elezioni di Midterm da cui sono usciti vincitori, i democratici hanno cavalcato il tema e promesso che sarebbe stato uno dei primi provvedimenti su cui avrebbero votato. Promessa mantenuta: nel giorno in cui buona parte dell'attenzione nella capitale americana era concentrata sul nuovo piano di Bush per l'Iraq, la Camera ha approvato una legge pressoche' analoga a quella che il presidente aveva bocciato. Il Senato in breve tempo fara' lo stesso e il primo veto della Casa Bianca contro il Congresso democratico sembra scontato. La nuova maggioranza non ha peraltro i numeri necessari -maggioranza di due terzi- per rendere inefficace un veto.
Stavolta l'ufficio del presidente non si e' limitato a dire di no. Alla vigilia del voto alla Camera, la Casa Bianca ha presentato un documento -intitolato 'Portare avanti la ricerca sulle cellule staminali senza distruggere la vita umana'- nel quale Bush ha posto i paletti per il futuro. 'Il dibattito sulle staminali e' solo la prima di una raffica di sfide biotecnologiche in arrivo nel nostro futuro.
Dobbiamo fissare un precedente costruttivo, per prendere seriamente le dimensioni morali di questi temi'.
Bush potrebbe rispondere al Congresso con un ordine esecutivo che aumenti il finanziamento federale alle ricerche che non prevedono la distruzione di embrioni. La Casa Bianca ha stabilito la propria linea su questo tema nel 2001, finanziando solo un limitato numero di coltivazioni gia' esistenti di staminali embrionali e vietando la distruzione di nuovi embrioni per produrre le preziose cellule, che potenzialmente potrebbero un giorno curare malattie come il Parkinson o il diabete.
L'ordine esecutivo finanzierebbe invece ricerche alternative, tra cui quella annunciata solo pochi giorni fa, che ha permesso a un team anche con partecipazione italiana di isolare potenti staminali nel liquido amniotico.
La ricerca ha ricevuto grande attenzione alla Casa Bianca e nella commissione bioetica che consiglia Bush, guidata dall' italoamericano Edmund Pellegrino. Ma il dottor Anthony Atala, lo studioso della Wake Forest University in North Carolina che ha guidato la ricerca, ha messo in guardia sul fatto che il suo metodo non puo' essere considerato un'alternativa alle staminali embrionali.
In una lettera inviata al Congresso, il dottor Atala ha sostenuto la necessita' che i fondi federali distribuiti dal National Institutes of Health vadano sia alla ricerca che prevede l'uso di embrione, sia alle alternative come quella a cui ha lavorato con il proprio team.
L'anno scorso il Congresso Usa, all'epoca controllato dai repubblicani, varo' una legge sulle staminali embrionali che spinse Bush a impugnare la penna del veto per la prima (e finora unica) volta da quando e' presidente. Nella campagna per le elezioni di Midterm da cui sono usciti vincitori, i democratici hanno cavalcato il tema e promesso che sarebbe stato uno dei primi provvedimenti su cui avrebbero votato. Promessa mantenuta: nel giorno in cui buona parte dell'attenzione nella capitale americana era concentrata sul nuovo piano di Bush per l'Iraq, la Camera ha approvato una legge pressoche' analoga a quella che il presidente aveva bocciato. Il Senato in breve tempo fara' lo stesso e il primo veto della Casa Bianca contro il Congresso democratico sembra scontato. La nuova maggioranza non ha peraltro i numeri necessari -maggioranza di due terzi- per rendere inefficace un veto.
Stavolta l'ufficio del presidente non si e' limitato a dire di no. Alla vigilia del voto alla Camera, la Casa Bianca ha presentato un documento -intitolato 'Portare avanti la ricerca sulle cellule staminali senza distruggere la vita umana'- nel quale Bush ha posto i paletti per il futuro. 'Il dibattito sulle staminali e' solo la prima di una raffica di sfide biotecnologiche in arrivo nel nostro futuro.
Dobbiamo fissare un precedente costruttivo, per prendere seriamente le dimensioni morali di questi temi'.
Bush potrebbe rispondere al Congresso con un ordine esecutivo che aumenti il finanziamento federale alle ricerche che non prevedono la distruzione di embrioni. La Casa Bianca ha stabilito la propria linea su questo tema nel 2001, finanziando solo un limitato numero di coltivazioni gia' esistenti di staminali embrionali e vietando la distruzione di nuovi embrioni per produrre le preziose cellule, che potenzialmente potrebbero un giorno curare malattie come il Parkinson o il diabete.
L'ordine esecutivo finanzierebbe invece ricerche alternative, tra cui quella annunciata solo pochi giorni fa, che ha permesso a un team anche con partecipazione italiana di isolare potenti staminali nel liquido amniotico.
La ricerca ha ricevuto grande attenzione alla Casa Bianca e nella commissione bioetica che consiglia Bush, guidata dall' italoamericano Edmund Pellegrino. Ma il dottor Anthony Atala, lo studioso della Wake Forest University in North Carolina che ha guidato la ricerca, ha messo in guardia sul fatto che il suo metodo non puo' essere considerato un'alternativa alle staminali embrionali.
In una lettera inviata al Congresso, il dottor Atala ha sostenuto la necessita' che i fondi federali distribuiti dal National Institutes of Health vadano sia alla ricerca che prevede l'uso di embrione, sia alle alternative come quella a cui ha lavorato con il proprio team.
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