Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. Cancellare i ricordi, e il desiderio di droga, due studi

Notizia ·
Uscire dalla droga cancellando ricordi e emozioni che inducono in tentazione e favoriscono le ricadute.
Dopo il successo di esperimenti su topolini 'cocainomani', in due lavori indipendenti entrambi pubblicati sulla rivista Neuron, si fa piu' concreta la possibilita' di un trattamento farmacologico antitossicodipendenza che agisca in maniera selettiva sui ricordi legati all'uso della sostanza stupefacente.
In un lavoro Jonathan Lee della University of Cambridge ha 'bruciato' ricordi pericolosi agendo con una sostanza direttamente sul centro delle emozioni, l'amigdala, dove i ricordi emotivi si formano e vengono elaborati.
Invece Courtney Miller e John Marshall della University of California, a Irvine, hanno dirottato l'attivita' del nucleo accumbens, un centro che, sotto l'influenza dell'amigdala e dei suoi ricordi, induce a cercare la droga.
Nell'ambito delle terapie di disintossicazione da stupefacenti un tassello fondamentale e' il trattamento dell'astinenza, rivolto alla prevenzione della ricaduta, che costituisce la vera minaccia per il paziente disintossicato. Infatti il paziente e' particolarmente sensibile al richiamo della sostanza, per questo non solo la disponibilita' della stessa, ma anche una quantita' di stimoli ad essa associati (vista di siringhe, accendini, incontri con amici legati all'uso della sostanza, contrasti familiari, problemi lavorativi o tutto cio' che richiama alla memoria la droga e il ripresentarsi dei motivi originari che hanno indotto a drogarsi) possono spingere il paziente verso la ricaduta.
Oggi, soprattutto per i cocainomani, non esiste un armamentario terapeutico di provata efficacia contro la ricaduta, per questo una molecola che elimini i ricordi associati alla sostanza potrebbe essere di grande efficacia per la piena disintossicazione.
A tale scopo Lee ha creato un topo cocainomane con ricordi relativi all'assunzione della droga, in particolare l'animale aveva imparato ad associare la cocaina al momento in cui andava ad annusare un cestino alla ricerca di cibo e a un segnale luminoso.
Poi l'esperto ha iniettato nella amigdala di questi animali una molecola che spegne un gene importante nella fase di consolidamento dei ricordi (in cui un ricordo rievocato viene rafforzato nella memoria), il gene Zif268, prima di insegnare loro ad ottenere cocaina spingendo una leva che dava lo stesso segnale luminoso associato all'assunzione di cocaina. La somministrazione della molecola che spegne il gene, ha riportato Lee, rende i topolini indifferenti al segnale luminoso che essi non associano piu' alla cocaina. Lee ha sottolineato che i processi di base associati al consolidamento di questi ricordi droga-associati sono sufficientemente distinti dagli altri ricordi che e' possibile manipolare memorie in modo altamente specifico senza intaccare gli altri ricordi e l'apprendimento di cose nuove.
Miller e Marshall invece sono giunti allo stesso risultato questa volta lavorando non direttamente sull'amigdala ma sul nucleo accumbens che, facendosi portavoce dei ricordi e delle emozioni smossi in determinate circostanze nell'amigdala, comunica ad altri centri nervosi l'ordine di procurarsi la droga. Insomma il desiderio indotto da certi ricordi induce il nucleo ad accendere lo stimolo alla ricerca della sostanza. I ricercatori hanno bloccato questa catena di eventi con una sostanza specifica impedendo ai topolini di ricordare le condizioni ambientali connesse all'uso della cocaina.
"E' ampiamente accettato che i ricordi associati alla droga, che sono forti e resistenti all'annientamento, sono responsabili di gran parte delle ricadute viste nei tossicodipendenti -ha detto Miller. Questi risultati pero' mostrano che tali forti ricordi possono essere resi labili e poi eliminati con trattamenti farmacologici o interventi neurologici".
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