Usa. Le cellule staminali clonate possono offrire prospettive di vita migliori
L'uso di cellule staminali per la clonazione terapeutica potrebbe rivelarsi il piu' adatto e potenzialmente migliore per la riparazione di tessuti danneggiati da malattie o dall'eta', rispetto ad altre alternative. L'idea della clonazione terapeutica e' di prendere cellule adulte da un corpo umano, creare embrioni clonati dai quali poi estrarre le cellule staminali che possono svilupparsi in un'ampia gamma di tessuti, tutti compatibili con il paziente.
Il giornale "New Scientists" ha scoperto che le cellule staminali clonate hanno un grosso vantaggio rispetto ad altre cellule staminali. Un gruppo di lavoro dell'ACT (Advanced Cell Technology) nel Massachussets, sta lavorando con Malcolm Moore, del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ed ha clonato cellule provenienti da tessuti della pelle di due mucche. Dai feti clonati dentro i corpi delle mucche, ha poi iniettato del sangue per la formazione di cellule staminali. Ad una di queste il sistema immunitario e' stato soppresso con dei farmaci. Il risultato e' che sembra che le cellule staminali clonate abbiano una migliore capacita' di riprodursi, visto che cosi' e' stato per il 50% dopo una sola iniezione, anche nella mucca il cui sistema immunitario era stato danneggiato.
Il team e' giunto alla conclusione che le cellule staminali clonate siano migliori e piu' "competitive".
La loro immediata applicazione, per esempio, riguarderebbe la ricostruzione del sistema immunitario delle persone malate di leucemia. Secondo Diane Krause, della Yale University, "sarebbe fantastico se riuscissimo a farlo anche negli esseri umani", anche se ricorda che sarebbe pericoloso usare cellule staminali provenienti da un sangue malato di cancro, in quanto queste stesse potrebbero rivelarsi cancerogene. Ma le cellule clonate possono essere modificabili anche prima dell'impianto: nel caso dei malati di Hiv per esempio, le cellule clonate potrebbero essere alterate di modo da resistere al virus.
Ma un altro tema interessante e' che le cellule staminali del sangue iniettate nelle mucche, provenivano da feti di 100 giorni. E per adesso nessuno ha ancora posto la questione del permettere o meno che embrioni umani clonati crescano fino allo stadio in cui forniscono le cellule specifiche. Ma, sempre la ACT, spiega che stanno cercando di far derivare queste cellule direttamente dagli embrioni.
Il giornale "New Scientists" ha scoperto che le cellule staminali clonate hanno un grosso vantaggio rispetto ad altre cellule staminali. Un gruppo di lavoro dell'ACT (Advanced Cell Technology) nel Massachussets, sta lavorando con Malcolm Moore, del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ed ha clonato cellule provenienti da tessuti della pelle di due mucche. Dai feti clonati dentro i corpi delle mucche, ha poi iniettato del sangue per la formazione di cellule staminali. Ad una di queste il sistema immunitario e' stato soppresso con dei farmaci. Il risultato e' che sembra che le cellule staminali clonate abbiano una migliore capacita' di riprodursi, visto che cosi' e' stato per il 50% dopo una sola iniezione, anche nella mucca il cui sistema immunitario era stato danneggiato.
Il team e' giunto alla conclusione che le cellule staminali clonate siano migliori e piu' "competitive".
La loro immediata applicazione, per esempio, riguarderebbe la ricostruzione del sistema immunitario delle persone malate di leucemia. Secondo Diane Krause, della Yale University, "sarebbe fantastico se riuscissimo a farlo anche negli esseri umani", anche se ricorda che sarebbe pericoloso usare cellule staminali provenienti da un sangue malato di cancro, in quanto queste stesse potrebbero rivelarsi cancerogene. Ma le cellule clonate possono essere modificabili anche prima dell'impianto: nel caso dei malati di Hiv per esempio, le cellule clonate potrebbero essere alterate di modo da resistere al virus.
Ma un altro tema interessante e' che le cellule staminali del sangue iniettate nelle mucche, provenivano da feti di 100 giorni. E per adesso nessuno ha ancora posto la questione del permettere o meno che embrioni umani clonati crescano fino allo stadio in cui forniscono le cellule specifiche. Ma, sempre la ACT, spiega che stanno cercando di far derivare queste cellule direttamente dagli embrioni.
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