Usa. Cellule staminali contro insufficienza cardiaca
Un terapia sperimentale basata sull'uso di cellule staminali adulte ha avuto successo nel migliorare la funzionalita' del cuore di pazienti colpiti da insufficienza cardiaca.
Lo studio e' stato illustrato alla Conferenza in corso a New Orleans dell' American College of Cadiology e fornisce una delle prime prove tangibili della effettiva efficacia delle controverse cure con l'uso di cellule staminali.
La ricerca condotta da Nabil Dib, direttore del dipartimento di terapie cliniche cardiovascolari dell'universita' di California a San Diego, ha sperimentato il trattamento su 23 pazienti con insufficienza cardiaca.
Gli scienziati hanno estratto le cellule staminali da alcuni muscoli delle gambe dei malati, le hanno coltivate in provetta e le hanno quindi iniettate direttamente nel cuore dei volontari tramite un catetere.
A 6 mesi dal test tutti pazienti hanno evidenziato un miglioramento nella salute generale e nella qualita' della vita mentre tutti malati di un gruppo di controllo che non avevano ricevuto la terapia sperimentale sono peggiorati.
Tra i benefici della cura c'e' il fatto che il trattamento e' minimamente invasivo e non richiede nemmeno anestesia generale: "possiamo farlo con un catetere e rimandare il paziente a casa in 24 ore".
Lo studio e' stato illustrato alla Conferenza in corso a New Orleans dell' American College of Cadiology e fornisce una delle prime prove tangibili della effettiva efficacia delle controverse cure con l'uso di cellule staminali.
La ricerca condotta da Nabil Dib, direttore del dipartimento di terapie cliniche cardiovascolari dell'universita' di California a San Diego, ha sperimentato il trattamento su 23 pazienti con insufficienza cardiaca.
Gli scienziati hanno estratto le cellule staminali da alcuni muscoli delle gambe dei malati, le hanno coltivate in provetta e le hanno quindi iniettate direttamente nel cuore dei volontari tramite un catetere.
A 6 mesi dal test tutti pazienti hanno evidenziato un miglioramento nella salute generale e nella qualita' della vita mentre tutti malati di un gruppo di controllo che non avevano ricevuto la terapia sperimentale sono peggiorati.
Tra i benefici della cura c'e' il fatto che il trattamento e' minimamente invasivo e non richiede nemmeno anestesia generale: "possiamo farlo con un catetere e rimandare il paziente a casa in 24 ore".
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