Usa. Le cellule staminali embrionali e il diabete, uno studio
Una delle piu' promettenti scoperte per la cura del diabete, sembrava essere l'uso delle cellule staminali embrionali per stimolare la produzione di insulina. Uno studio pubblicato su "Science" il 17 gennaio sembra raffreddare gli animi.
La ricerca condotta da due biologi dell'Universita' di Harvard, Douglas Melton e Jayaraj Rajagopal, conclude che invece di produrre insulina, le cellule specializzate ottenute dalle cellule staminali embrionali assorbono questo ormone dall'ambiente circostante e poi lo rilasciano nel giro di alcune settimane. La scoperta comunque non preclude totalmente la speranza di poter utilizzare le staminali come alternativa alla dipendenza di insulina; cio' che serve adesso, per Rajagopal, "e' una modifica dei protocolli gia' esistenti, o la creazione di nuovi metodi che possano generare le cellule beta (le cellule responsabili della produzione di insulina, ndr)". Melton aggiunge: "non abbiamo appreso nulla che induca a pensare che sia impossibile trasformare le cellule staminali embrionali in cellule produttrici di insulina. Ma, allo stesso tempo, bisogna ammettere che ancora non sappiamo come farlo".
Il primo passo importante verso questa ricerca era stato realizzato in Spagna dall'equipe dello scienziato Bernat Soria nel febbraio del 2000, che vide scomparire i sintomi del diabete dai topolini del laboratorio a cui erano state introdotte cellule staminali embrionali appositamente coltivate. Poco dopo era giunta alla stessa conclusione un'equipe tedesca diretta da Manfred Ruediger. Nel 2001 su "Science" veniva pubblicato un esperimento di Ron McKay, dell'Istituto Nazionale della Salute statunitense. McKay era riuscito a trasformare cellule staminali embrionali di topi in conglomerati di cellule produttrici di insulina, strutturalmente simili alle isole pancreatiche. Trapiantate nei topi diabetici, queste cellule producevano insulina. Il fatto che non sparivano i sintomi del diabete fu imputato alla quantita' ridotta dell'ormone che erano in grado di generare, e su questo c'era da proseguire negli studi.
Melton e Rajagopal hanno ripetuto lo studio di McKay e sono giunti alla conclusione che l'insulina non veniva prodotta ma solo assorbita e poi rilasciata. "Science" sente alcuni ricercatori, che concordano tutti nel sostenere che questo studio deve essere tenuto in conto. Seun Kim, dell'Universita' di Standford, aveva pubblicato lo scorso mese e sempre su "Science" una ricerca che aveva prodotto risultati simili a quelli di McKay, "noi abbiamo osservato qualcosa di molto diverso da quello dell'equipe di Douglas Melton quando abbiamo applicato il nostro protocollo", commenta Kim. Quello che non e' in discussione tra gli esperti e' che l'incertezza sul potenziale delle cellule staminali embrionali contro il diabete si potra' dissipare solo con piu' ricerche su queste cellule.
La ricerca condotta da due biologi dell'Universita' di Harvard, Douglas Melton e Jayaraj Rajagopal, conclude che invece di produrre insulina, le cellule specializzate ottenute dalle cellule staminali embrionali assorbono questo ormone dall'ambiente circostante e poi lo rilasciano nel giro di alcune settimane. La scoperta comunque non preclude totalmente la speranza di poter utilizzare le staminali come alternativa alla dipendenza di insulina; cio' che serve adesso, per Rajagopal, "e' una modifica dei protocolli gia' esistenti, o la creazione di nuovi metodi che possano generare le cellule beta (le cellule responsabili della produzione di insulina, ndr)". Melton aggiunge: "non abbiamo appreso nulla che induca a pensare che sia impossibile trasformare le cellule staminali embrionali in cellule produttrici di insulina. Ma, allo stesso tempo, bisogna ammettere che ancora non sappiamo come farlo".
Il primo passo importante verso questa ricerca era stato realizzato in Spagna dall'equipe dello scienziato Bernat Soria nel febbraio del 2000, che vide scomparire i sintomi del diabete dai topolini del laboratorio a cui erano state introdotte cellule staminali embrionali appositamente coltivate. Poco dopo era giunta alla stessa conclusione un'equipe tedesca diretta da Manfred Ruediger. Nel 2001 su "Science" veniva pubblicato un esperimento di Ron McKay, dell'Istituto Nazionale della Salute statunitense. McKay era riuscito a trasformare cellule staminali embrionali di topi in conglomerati di cellule produttrici di insulina, strutturalmente simili alle isole pancreatiche. Trapiantate nei topi diabetici, queste cellule producevano insulina. Il fatto che non sparivano i sintomi del diabete fu imputato alla quantita' ridotta dell'ormone che erano in grado di generare, e su questo c'era da proseguire negli studi.
Melton e Rajagopal hanno ripetuto lo studio di McKay e sono giunti alla conclusione che l'insulina non veniva prodotta ma solo assorbita e poi rilasciata. "Science" sente alcuni ricercatori, che concordano tutti nel sostenere che questo studio deve essere tenuto in conto. Seun Kim, dell'Universita' di Standford, aveva pubblicato lo scorso mese e sempre su "Science" una ricerca che aveva prodotto risultati simili a quelli di McKay, "noi abbiamo osservato qualcosa di molto diverso da quello dell'equipe di Douglas Melton quando abbiamo applicato il nostro protocollo", commenta Kim. Quello che non e' in discussione tra gli esperti e' che l'incertezza sul potenziale delle cellule staminali embrionali contro il diabete si potra' dissipare solo con piu' ricerche su queste cellule.
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