Usa. Cellule staminali embrionali geneticamente modificate
Per la prima volta e' riuscita una manipolazione genetica su cellule staminali umane, un passo ritenuto di grande importanza verso l'utilizzo delle cellule come strumento per combattere diverse malattie.
Seguendo il metodo che gia' era risultato efficace con i topi di laboratorio, scienziati dell'Universita' del Wisconsin hanno annientato il gene di una malattia da una cellula staminale embrionale umana, potendone cosi' controllare lo sviluppo e facendola differenziare in tessuto cerebrale, pancreatico o cardiaco. "Questo ci permette di manipolare qualsiasi parte del genoma umano che vogliamo", ha commentato il dottor Thomas Zwaka, uno degli autori dello studio, che sara' pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology.
Tra i ricercatori che hanno accolto con favore la notizia, il genetista dell'Universita' di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli secondo il quale questo e' "un grande passo avanti verso la terapia genica piu' perfezionata. Le cellule staminali per le loro caratteristiche sono piu' pronte a farsi modificare rispetto alle cellule specializzate che sono piu' rigide. In pratica le staminali hanno una plasticita' del genoma di gran lunga maggiore di quelle gia' differenziate".
L'obiettivo di molti studiosi che stanno lavorando in questo settore, ha spiegato il genetista, e' di correggere nel genoma delle staminali il difetto che determina una certa malattia; far crescere e selezionare le staminali corrette e reintrodurle nella persona malata: "Questa nuova terapia che abbiamo all'orizzonte si chiama terapia genica ex vivo e molti gruppi di ricerca, compreso il nostro, la stanno studiando nei modelli animali".
Zwaka ha condotto lo studio con l'esperto americano James Thomson, il cui laboratorio ha prodotto per primo al mondo cellule staminali embrionali umane, prelevandole da embrioni inutilizzati nelle cliniche per la sterilita'. Scienziati di tutto il mondo ritengono di poter sfruttare la capacita' di ricordare di questo tipo di cellule, in modo da utilizzarle per sostituire ad esempio cellule cerebrali distrutte dal Parkinson o cellule spinali danneggiate. La difficolta' sino ad ora incontrata dai ricercatori e' quella di trovare un metodo adeguato per programmare le cellule, che spesso danno vita ad ammassi casuali noti come teratoma, invece che ai tessuti desiderati.
L'equipe di Zwaka e Thomson ha annunciato invece di essere riuscita a creare un metodo efficace per purificare i tessuti, grazie ad una manipolazione genetica che permette di controllare quale tipo di tessuto verra' formato. Gli scienziati americani ad esempio, sono gia' al lavoro per tentare di creare quelle cellule cerebrali, prime vittime del Parkinson, che producono dopamina. Zwaka ha spiegato che il metodo puo' permettere anche di creare serie di cellule donatrici universali, cioe' delle linee di cellule che possono venir utilizzate per trapianti senza rischi di rigetto in qualsiasi tipo di paziente. Questo risultato, secondo i ricercatori, permetterebbe di scavalcare la clonazione terapeutica, cioe' la creazione di embrioni con il trasferimento nucleare somatico finalizzato all'estrazione da essi delle cellule necessarie per un trapianto personalizzato.
Seguendo il metodo che gia' era risultato efficace con i topi di laboratorio, scienziati dell'Universita' del Wisconsin hanno annientato il gene di una malattia da una cellula staminale embrionale umana, potendone cosi' controllare lo sviluppo e facendola differenziare in tessuto cerebrale, pancreatico o cardiaco. "Questo ci permette di manipolare qualsiasi parte del genoma umano che vogliamo", ha commentato il dottor Thomas Zwaka, uno degli autori dello studio, che sara' pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology.
Tra i ricercatori che hanno accolto con favore la notizia, il genetista dell'Universita' di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli secondo il quale questo e' "un grande passo avanti verso la terapia genica piu' perfezionata. Le cellule staminali per le loro caratteristiche sono piu' pronte a farsi modificare rispetto alle cellule specializzate che sono piu' rigide. In pratica le staminali hanno una plasticita' del genoma di gran lunga maggiore di quelle gia' differenziate".
L'obiettivo di molti studiosi che stanno lavorando in questo settore, ha spiegato il genetista, e' di correggere nel genoma delle staminali il difetto che determina una certa malattia; far crescere e selezionare le staminali corrette e reintrodurle nella persona malata: "Questa nuova terapia che abbiamo all'orizzonte si chiama terapia genica ex vivo e molti gruppi di ricerca, compreso il nostro, la stanno studiando nei modelli animali".
Zwaka ha condotto lo studio con l'esperto americano James Thomson, il cui laboratorio ha prodotto per primo al mondo cellule staminali embrionali umane, prelevandole da embrioni inutilizzati nelle cliniche per la sterilita'. Scienziati di tutto il mondo ritengono di poter sfruttare la capacita' di ricordare di questo tipo di cellule, in modo da utilizzarle per sostituire ad esempio cellule cerebrali distrutte dal Parkinson o cellule spinali danneggiate. La difficolta' sino ad ora incontrata dai ricercatori e' quella di trovare un metodo adeguato per programmare le cellule, che spesso danno vita ad ammassi casuali noti come teratoma, invece che ai tessuti desiderati.
L'equipe di Zwaka e Thomson ha annunciato invece di essere riuscita a creare un metodo efficace per purificare i tessuti, grazie ad una manipolazione genetica che permette di controllare quale tipo di tessuto verra' formato. Gli scienziati americani ad esempio, sono gia' al lavoro per tentare di creare quelle cellule cerebrali, prime vittime del Parkinson, che producono dopamina. Zwaka ha spiegato che il metodo puo' permettere anche di creare serie di cellule donatrici universali, cioe' delle linee di cellule che possono venir utilizzate per trapianti senza rischi di rigetto in qualsiasi tipo di paziente. Questo risultato, secondo i ricercatori, permetterebbe di scavalcare la clonazione terapeutica, cioe' la creazione di embrioni con il trasferimento nucleare somatico finalizzato all'estrazione da essi delle cellule necessarie per un trapianto personalizzato.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti