Sabato 6 giugno 2026
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Usa. Cellule staminali embrionali per rigenerare i nervi

AMERICHE - USA
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Gli scienziati della Johns Hopkins University sono riusciti a ripristinare i movimenti negli arti inferiori di alcuni topi paralizzati attraverso un'iniezione di cellule staminali prelevate da embrioni degli stessi animali. E' quanto emerge da una ricerca statunitense, pubblicata negli Annuali di Neurologia secondo la quale le staminali, combinate con altre sostanze, avrebbero contribuito alla ricrescita delle cellule del sistema nervoso delle cavie.
Spiega il dottor Elias Zerhouni, del National Health Institute (Nih) che ha finanziato lo studio: "Questo lavoro rappresenta un progresso rilevante, che ci puo' aiutare a comprendere come le cellule staminali potrebbero essere usate per curare lesioni e malattie, e iniziare a mantenere le loro grandi promesse".
La scoperta pone ancora una volta l'attenzione sul dibattito sulla leicita' di utilizzazione di queste cellule, che potrebbero essere impiegate per curare persone con lesioni del midollo spinale o altri danni da trauma. Si tratta infatti della prova piu' efficace che sia stata fino ad ora prodotta dell'utilizzabilita' delle cellule embrionali per curare le lesioni al midollo.
Il dottor Douglas Kerr, della Scuola di medicina della Johns Hopkins University, e i suoi colleghi hanno usato un composto di fattori di crescita (Growth Factors) per indurre cellule embrionali di embrioni di topo a svilupparsi in un tipo di cellula nervosa chiamata neurone motorio. I ricercatori hanno introdotto le cellule staminali nel liquido cerebrospinale di 18 topi paralizzati dal virus Sindbis. Questo virus attacca i motoneuroni che iniziano a degenerare e provocano la perdita della capacita' motoria negli animali
Le cellule iniettate si sono trasferite in ampie zone danneggiate del midollo: sono "migrate" verso il corno, una regione del midollo spinale che ospita le cellule nervose motorie. "La migrazione delle cellule -ha spiegato Kerr- sembra essere stimolata da qualcosa legato alla morte cellulare. Se le cellule vengono iniettate in topi normali non si verifica alcuna migrazione verso il midollo spinale".
Dopo 8 settimane la funzionalita' motoria nei ratti, ha cominciato a migliorare: "Dal 5 al 7% delle cellule migrate nel midollo si sono differenziate in cellule nervose e hanno assunto le tipiche caratteristiche delle cellule nervose adulte - ma un interrogativo e' rimasto: come ha potuto un cosi' piccolo numero di cellule nervose portare ad un aumento tanto rilevante nella funzionalita' motoria?". Secondo gli esperti la risposta piu' plausibile e' che le staminali siano riuscite a proteggere o stimolare le cellule nervose intatte ancora esistenti.
Dopo il trattamento il 50% dei roditori trattati con cellule staminali ha riacquisito la capacita' di poggiare a terra una o entrambe le zampe posteriori. "Questa ricerca -ha sottolineato il dottor Jeffrey Rothstein, membro dell'équipe- puo' portare in tempi brevi dei vantaggi nel trattamento di pazienti con malattie degenerative dei motoneuroni, come la sclerosi laterale amiotrofica (Als) e l'atrofia muscolare spinale (Sma). Nella migliore delle ipotesi le cellule staminali potranno essere impiegate in trial terapeutici entro due anni".
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