Usa. Chi ha usato droghe potra' entrare in Fbi
J.Hedgar Hoover, il cui dito puntato contro "il falso coraggio" e i crimini indotti dalla marijuana è ancora impresso nella memoria storica del Bureau, non avrebbe gradito. Ma lo Fbi ha deciso di aprire le sue porte anche ad analisti, programmatori e agenti speciali che abbiano fatto uso di droghe non solo sporadicamente in passato. Un adeguamento alla realta', e non solo a quella fotografata dalle statistiche (un americano su 3 ha fumato marijuana nella sua vita, per stare solo allo stupefacente più diffuso): "Abbiamo realizzato che la nostra politica in materia di droghe era nettamente fuori-passo rispetto a quella delle altre agenzie di intelligence", spiega uno dei responsabili della Divisione sicurezza del Fbi, Jeffrey Berkin, al Washington Post che ha scoperto le nuove norme in vigore da inizio anno.Finora lo Fbi respingeva qualsiasi candidatura di chi avesse usato marijuana per piu' di 15 volte o altri stupefacenti per 5 nella sua vita. Un criterio senza possibilita' di deroghe o di interpretazioni diverse che adesso e' stato sostituito con riferimenti temporali: non sperate di entrare tra gli agenti federali se avete usato droghe nei 10 anni precedenti ai test di ammissione, o marijuana nell'arco degli ultimi 36 mesi. Un allentamento -fermo restando che il rapporto avuto con gli stupefacenti viene analizzato al di la' della distanza temporale- che non toglie al Bureau il primato di intransigenza: la Cia considera solo gli ultimi 12 mesi prima dell'invio del curriculum. E anche la Dea e' permissiva: se "non ci sono prove di un uso regolare e confermato", l'anti-droga non chiude le sue porte a chi ha avuto esperienze passate con gli stupefacenti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti