Usa. Controaccuse al Venezuela sulla lotta alla droga
Il Dipartimento di Stato ha respinto le accuse di spionaggio lanciate dal presidente venezuelano Hugo Chávez contro l'agenzia antidroga statunitense, la DEA. Dietro queste accuse infondate ci sarebbe invece la "scarsa cooperazione" di Caracas nella lotta contro il narcotraffico, sostiene la Casa Bianca."Queste accuse, visto che in alcun modo gli agenti della Dea sono implicati in operazioni di spionaggio, non hanno fondamento", ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Adam Ereli che ha definito deplorevole la decisione di Chávez di porre fine alla collaborazione con l'agenzia antidroga. "Negli ultimi mesi abbiamo visto un continuo deterioramento dell'impegno del Governo del Venezuela sul fronte antidroga, in campi come quello dell'applicazione delle misure contro il riciclaggio di denaro per colpire la corruzione collegata alla droga", ha spiegato Ereli. La mancata collaborazione del Venezuela si era sentita anche nella condivisione di informazioni sul traffico aereo e marittimo.
Il mese prossimo il Dipartimento di Stato dovra' fare la valutazione annuale di cooperazione nella lotta agli stupefacenti, e dovra' valutare il comportamento del Venezuela. Da questa decisione potranno derivare una serie di sanzioni: dal blocco di crediti economici per le imprese fino agli aiuti antinarcotici. La decisione di Chávez "avra' ovviamente un impatto nelle decisioni collegate al nostro processo annuale per la presa di decisioni", aggiunge Ereli, che conclude "la mancanza di cooperazione beneficia solamente i narcotrafficanti". Il Venezuela potrebbe finire cosi' nella cosiddetta "lista nera" in materia di lotta alla droga in compagnia del Myanmar
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