Usa. La Corea del Nord si finanzia col narcotraffico
In un segnale di imminenti decisioni su sanzioni economiche, fonti americane hanno rivelato che la Corea del nord, al centro di una sempre piu' grave crisi per i suoi programmi nucleari, trae profitti per oltre un miliardo di dollari dalle esportazioni di missili e dal traffico internazionale di droga.
Le rivelazioni, di un alto funzionario statunitense in Corea del sud, sono pubblicate oggi dal quotidiano giapponese 'Yomiuri'. Nel 2001, stando al funzionario Usa, la Corea del nord ha esportato in Paesi mediorientali missili per un totale di 580 milioni di Usd ed ha smerciato eroina e altre sostanze stupefacenti in varie parti del mondo per altri 500 milioni di dollari. Altri 15 o 20 milioni di dollari sarebbero stati ricavati con la vendita di dollari falsi.
Secondo lo 'Yomiuri', "e' estremamente raro che funzionari governativi Usa rivelino i particolari, con tanto di cifre, del traffico di missili e stupefacenti di un Paese terzo. Segno questo che Washington sta per imporre qualche forma di sanzioni economiche contro la Corea del Nord".
Scoppiata nell'ottobre scorso con le rivelazioni su un programma segreto con l'uranio arricchito per dotarsi di ordigni atomici, la crisi nucleare nordcoreana e' giunta ora ad un bivio decisivo dopo il primo round di negoziati multilaterali (Corea nord, Usa e Cina) a Pechino il mese scorso, nel quale Pyongyang ha ammesso di possedere gia' ordigni atomici. L'amministrazione di George Bush appare ancora divisa se proseguire nel negoziato multilaterale o ricorrere a forme di sanzioni economiche per aumentare la pressione su Pyongyang, ma indicazioni convergenti lasciano pensare che Washington propenda per la seconda opzione, secondo quanto ha detto l'assistente per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice ieri sera in un'intervista all'agenzia di stampa Reuters.
Una prima risposta si avra' nell'incontro al vertice, in programma domani a Washington, tra Bush e il presidente sudcoreano Roh Moo Hyun, in visita da ieri negli Stati Uniti.
Le rivelazioni, di un alto funzionario statunitense in Corea del sud, sono pubblicate oggi dal quotidiano giapponese 'Yomiuri'. Nel 2001, stando al funzionario Usa, la Corea del nord ha esportato in Paesi mediorientali missili per un totale di 580 milioni di Usd ed ha smerciato eroina e altre sostanze stupefacenti in varie parti del mondo per altri 500 milioni di dollari. Altri 15 o 20 milioni di dollari sarebbero stati ricavati con la vendita di dollari falsi.
Secondo lo 'Yomiuri', "e' estremamente raro che funzionari governativi Usa rivelino i particolari, con tanto di cifre, del traffico di missili e stupefacenti di un Paese terzo. Segno questo che Washington sta per imporre qualche forma di sanzioni economiche contro la Corea del Nord".
Scoppiata nell'ottobre scorso con le rivelazioni su un programma segreto con l'uranio arricchito per dotarsi di ordigni atomici, la crisi nucleare nordcoreana e' giunta ora ad un bivio decisivo dopo il primo round di negoziati multilaterali (Corea nord, Usa e Cina) a Pechino il mese scorso, nel quale Pyongyang ha ammesso di possedere gia' ordigni atomici. L'amministrazione di George Bush appare ancora divisa se proseguire nel negoziato multilaterale o ricorrere a forme di sanzioni economiche per aumentare la pressione su Pyongyang, ma indicazioni convergenti lasciano pensare che Washington propenda per la seconda opzione, secondo quanto ha detto l'assistente per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice ieri sera in un'intervista all'agenzia di stampa Reuters.
Una prima risposta si avra' nell'incontro al vertice, in programma domani a Washington, tra Bush e il presidente sudcoreano Roh Moo Hyun, in visita da ieri negli Stati Uniti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti