Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Usa. Dall’uomo alla clonazione di animali estinti, e ritorno

AMERICHE - USA
Notizia ·
"Ogni volta che si prova a clonare una nuova specie, ci si deve confrontare con una lenta salita di apprendimento" a dirlo e' Robert Lanza (nella foto), uno degli uomini di punta del team della Advanced Cell Technology (ACT) che nel novembre 2001 sorprese il mondo annunciando la clonazione del primo embrione umano. In quest'ultimo anno, Lanza ha condotto esperimenti di clonazione di specie animali a rischio di estinzione. Il risultato di questo lavoro e' in una fattoria dell'Iowa: 11 mucche gravide di una rara specie di gazzella di Giava, sterminata dai cacciatori attratti dalle sue lunghe corna ricurve.
Negli ultimi mesi l'attenzione di Lanza e' tornata alla specie umana. La ACT ha infatti ri-attivato un progetto di ricerca per perfezionare la clonazione di embrioni umani per derivarne cellule staminali. Il progetto era stato interrotto per cercare i fondi necessari all'acquisto di ovociti umani. "E' una cosa molto costosa" ha spiegato Lanza. Le donatrici devono essere sottoposte a severi esami medici e psicologici prima di iniziare il trattamento ormonale che le induce a superovulare. L'ACT paga ogni donatrice circa 4000 Usd, cosa che ha suscitato molte critiche. Il compenso e' pero stato stabilito dal comitato etico che sovrintende il progetto.
Dopo le critiche ricevute da molti scienziati lo scorso anno, per aver divulgato i risultati di un esperimento ancora troppo preliminare (gli embrioni umani clonati non si erano sviluppati fino allo stadio necessario ad ottenerne cellule staminali), Lanza si e' detto felice del fatto che anche il "padre" della pecora Dolly, lo scozzese Ian Wilmuth, abbia annunciato di voler intraprendere un progetto analogo. L'importanza della cosiddetta clonazione terapeutica, per il futuro delle terapie rigenerative, e', per lo scienziato americano, troppo grande per essere affidata alle mani di un piccolo gruppo (come la ACT).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →