Usa. I danni da abuso di droghe si trasmettono per 3 generazioni
Dai nonni ai nipotini: l'effetto dannoso sulla salute mentale dell'uso e abuso di sostanze stupefacenti, di alcol o anche del semplice fumo di sigarette viene trasmesso almeno per tre generazioni. A rivelare la 'ereditarieta" dei problemi del comportamento dovuti all'uso di prodotti che danno dipendenza e' un nuovo ampio studio scientifico americano pubblicato sul Journal of Abnormal Child Psichology ha preso in esame 808 ragazzi di eta' dai 10 i 27 anni.Chiamata 'Progetto intergenerazionale di Seattle', la ricerca ha studiato l'abuso di sostanze varie nei genitori e nei nonni dei soggetti considerati.
"I risultati -spiega l'autrice del rapporto, Jennifer Bailey, dell'universita' dello Stato di Washington- evidenziano come il consumo di sigarette, marijuana o alcol influenza non solo i figli, ma anche i nipoti. D'altro canto i benefici degli interventi di disintossicazione possono altresi' avere efetti positivi che si trasmettono di generazione in generazione, interrompendo il ciclo al negativo".
Gli studiosi hanno verificato che i genitori forti bevitori, fumatori o che usano marjiuana avevano alte probabilita' che i loro figli sviluppassero anomalie di comportamento durante l'adolescenza, che a loro volta conducono all'uso o abuso di sostanze chimiche in eta' adulta.
Il ciclo continua nella generazione successiva: i nipotini a loro volta hanno mostrato di correre rischi piu' elevati del normale di incorrere in difficolta' comportamentali e di socializzazione.
A stupire i ricercatori e' anche il dato sul fumo: i figli di fumatori hanno evidenziato una piu' alta tendenza non solo a fumare a loro volta, ma a diventare alcolisti o drogati.
La buona notizia viene da un altro studio condotto in California e pubblicato sulla rivista Neurobehavioral research: gli alcolisti che smettono di bere -hanno osservato i ricercatori- recuperano pienamente le loro capacita' intellettuali e cognitive. Analizzando una cinquantina di ex-bevitori, i test hanno mostrato che chi ha abbandonato la bottiglia entro i 50 anni di eta', ha recuperato pienamente le funzioni mentali.
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