Usa. Il Delaware prosegue verso la strada dell’apertura alla ricerca
Una commissione parlamentare della Camera del Delaware ha approvato un progetto di legge che permette la ricerca sulle cellule staminali embrionali, pur continuando a vietare la clonazione umana riproduttiva.
Il progetto e' stato approvato con 14 voti favorevoli e 7 contrari, ed ora dovra' passare al vaglio finale della Camera. La governatrice Ruth Ann Minner si e' gia' dichiarata disposta a firmare la legge e renderla effettiva, perche' la ricerca rappresenta un passo avanti importante per la societa' ed il benessere dei cittadini. La proposta, chiamata S.B. 80, intende stabilire un comitato permanente che vigili sulla ricerca e sugli eventuali abusi, come il commercio di embrioni o la clonazione a scopo riproduttivo. Entro la prima settimana di luglio comunque, la Camera spera di raggiungere una decisione definitiva, altrimenti il progetto verra' rivisitato nella prossima sessione legislativa.
I deputati sono apparsi divisi sul tema: si sono tenute numerose riunioni con cittadini malati e rappresentanti di associazioni di pazienti, ma la campagna portata avanti dalla chiesa cattolica ha sortito numerosi dubbi. Una delle posizioni piu' interessanti e' stata quella espressa dalla deputata democratica Melanie George Marshall, che ipotizzando un sentimento di empatia nei confronti dell'embrione ha dichiarato: "Se fossi uno degli embrioni abbandonati, rimasti inutilizzati nelle cliniche per la fertilita', preferirei essere gettato via o utilizzato per la ricerca? Vorrei poter scegliere di salvare la vita ad altre persone, e fare il mio ingresso nella comunita' in un modo totalmente unico e irripetibile".
A questa osservazione ha risposto in modo critico il deputato repubblicano Joseph Miro, che ha spiegato: "E' vero, abbiamo una responsabilita' nei confronti dei cittadini malati. Ma a quale costo? A costo di altre vite non ancora nate? Proteggiamo i nostri spazi aperti, i nostri fiumi e le nostre acque; perche' non dovremmo proteggere i nostri embrioni?"
Il progetto e' stato approvato con 14 voti favorevoli e 7 contrari, ed ora dovra' passare al vaglio finale della Camera. La governatrice Ruth Ann Minner si e' gia' dichiarata disposta a firmare la legge e renderla effettiva, perche' la ricerca rappresenta un passo avanti importante per la societa' ed il benessere dei cittadini. La proposta, chiamata S.B. 80, intende stabilire un comitato permanente che vigili sulla ricerca e sugli eventuali abusi, come il commercio di embrioni o la clonazione a scopo riproduttivo. Entro la prima settimana di luglio comunque, la Camera spera di raggiungere una decisione definitiva, altrimenti il progetto verra' rivisitato nella prossima sessione legislativa.
I deputati sono apparsi divisi sul tema: si sono tenute numerose riunioni con cittadini malati e rappresentanti di associazioni di pazienti, ma la campagna portata avanti dalla chiesa cattolica ha sortito numerosi dubbi. Una delle posizioni piu' interessanti e' stata quella espressa dalla deputata democratica Melanie George Marshall, che ipotizzando un sentimento di empatia nei confronti dell'embrione ha dichiarato: "Se fossi uno degli embrioni abbandonati, rimasti inutilizzati nelle cliniche per la fertilita', preferirei essere gettato via o utilizzato per la ricerca? Vorrei poter scegliere di salvare la vita ad altre persone, e fare il mio ingresso nella comunita' in un modo totalmente unico e irripetibile".
A questa osservazione ha risposto in modo critico il deputato repubblicano Joseph Miro, che ha spiegato: "E' vero, abbiamo una responsabilita' nei confronti dei cittadini malati. Ma a quale costo? A costo di altre vite non ancora nate? Proteggiamo i nostri spazi aperti, i nostri fiumi e le nostre acque; perche' non dovremmo proteggere i nostri embrioni?"
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