Usa. Il diabete e le speranze dalle staminali
I casi di diabete di tipo 1, la forma che colpisce in giovane eta' per difetti del sistema immunitario, potrebbero raggiungere i 365 milioni entro il 2030, piu' del doppio dei 170 milioni di casi che si contano oggi nel mondo. Sono le cifre tutt'altro che confortanti presentate a Roma da uno dei maggiori esperti internazionali di diabete, Riccardo Perfetti del centro Cedars-Sinai di Los Angeles, nel corso del convegno organizzato dalla Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile (JDRF Italia, Juvenile Diabetes Research Foundation) nata 30 anni fa per iniziativa di un gruppo di pazienti.
In attesa di scoprire le cause scatenanti e poterle prevenire gli esperti cercano di ripristinare le cellule pancreatiche andate distrutte puntando sull'uso delle cellule progenitrici del pancreas, uno degli approcci migliori secondo Perfetti, il quale pero' ha avvertito che c'e' ancora molta strada da fare. "Lo studio delle cellule staminali e' solo ai suoi inizi", ha precisato Perfetti, ma la possibilita' di trattare malattie caratterizzate dalla scomparsa di uno specifico tipo di cellule, come diabete, morbo di Parkinson, demenza senile o malattia di Alzheimer, utilizzando le cellule staminali rappresenta un passo fondamentale nella direzione della cura delle malattie cronico-degenerative.
Nella stessa giornata e' stata presentata la ricerca in corso negli Stati Uniti, nell'ospedale pediatrico di Pittsburgh, obbiettivo: trapiantare gli organelli del pancreas addetti alla produzione di insulina da maiali clonati e umanizzati all'uomo per curare il diabete.
Il banco di prova che permettera' di verificare la validita' di questa tecnica sono i primi trapianti di isole pancreatiche dai maiali umanizzati alle scimmie, ha detto il responsabile dello studio, l'esperto di Immunogenetica Massimo Trucco.
Ottenuti con una tecnica molto simile a quella con cui e' stata ottenuta la pecora Dolly, e in collaborazione con lo stesso gruppo scozzese "papa"' della pecora fotocopia, i maiali sono stati geneticamente modificati in modo da cancellare dal loro Dna la coppia di geni che scatenano il rigetto. Questi maiali, ha detto Trucco, "sono al momento usati come donatori di isole per trapianto in scimmie diabetiche che servono a testarne la capacita' di sopravvivenza prima di essere usate in trial umani".
Si e' pensato di utilizzare isole pancreatiche di animali, ha osservato Trucco, "per soddisfare il fabbisogno del numero estremamente grande dei possibili riceventi tra i pazienti diabetici". E' stato scelto il maiale perche' la sua insulina e' molto simile a quella umana e per evitare il rigetto si sono ottenuti cloni di maiali privi dei geni che scatenano le reazioni immunitarie nell'organismo umano.
In attesa di scoprire le cause scatenanti e poterle prevenire gli esperti cercano di ripristinare le cellule pancreatiche andate distrutte puntando sull'uso delle cellule progenitrici del pancreas, uno degli approcci migliori secondo Perfetti, il quale pero' ha avvertito che c'e' ancora molta strada da fare. "Lo studio delle cellule staminali e' solo ai suoi inizi", ha precisato Perfetti, ma la possibilita' di trattare malattie caratterizzate dalla scomparsa di uno specifico tipo di cellule, come diabete, morbo di Parkinson, demenza senile o malattia di Alzheimer, utilizzando le cellule staminali rappresenta un passo fondamentale nella direzione della cura delle malattie cronico-degenerative.
Nella stessa giornata e' stata presentata la ricerca in corso negli Stati Uniti, nell'ospedale pediatrico di Pittsburgh, obbiettivo: trapiantare gli organelli del pancreas addetti alla produzione di insulina da maiali clonati e umanizzati all'uomo per curare il diabete.
Il banco di prova che permettera' di verificare la validita' di questa tecnica sono i primi trapianti di isole pancreatiche dai maiali umanizzati alle scimmie, ha detto il responsabile dello studio, l'esperto di Immunogenetica Massimo Trucco.
Ottenuti con una tecnica molto simile a quella con cui e' stata ottenuta la pecora Dolly, e in collaborazione con lo stesso gruppo scozzese "papa"' della pecora fotocopia, i maiali sono stati geneticamente modificati in modo da cancellare dal loro Dna la coppia di geni che scatenano il rigetto. Questi maiali, ha detto Trucco, "sono al momento usati come donatori di isole per trapianto in scimmie diabetiche che servono a testarne la capacita' di sopravvivenza prima di essere usate in trial umani".
Si e' pensato di utilizzare isole pancreatiche di animali, ha osservato Trucco, "per soddisfare il fabbisogno del numero estremamente grande dei possibili riceventi tra i pazienti diabetici". E' stato scelto il maiale perche' la sua insulina e' molto simile a quella umana e per evitare il rigetto si sono ottenuti cloni di maiali privi dei geni che scatenano le reazioni immunitarie nell'organismo umano.
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