Usa. Le donne continuano a bere e fumare in gravidanza ... anche per colpa degli uomini
Secondo una ricerca dell'Universita' di Washington, nonostante le campagne informative un numero sorprendentemente alto di donne fuma tabacco e marijuana e beve alcolici durante la gravidanza, e il consumo ritorna ai livelli precedenti la gravidanza entro due anni dalla nascita del figlio.
E il consumo dei partners e' anche piu' alto. Mediamente, le campagne sociali non sono dirette agli uomini, e infatti il tasso del consumo di alcol, tabacco e marijuana rimane stabile sia durante che dopo la gravidanza.
Secondo i ricercatori Jennifer Bailey e Karl Hill, proprio per il consumo degli uomini e' piu' difficile per le donne smettere queste abitudini ed e', allo stesso tempo, piu' probabile che ricomincino dopo la nascita del bambino.
"I mesi dopo la nascita del bambino sono cruciali. Per esempio, se si sono impegnate tanto per smettere di fumare, e forse non l'hanno fatto per sei mesi o piu' noi dovremmo aiutarle, ma sappiamo che se il compagno fuma o beve e' piu' facile che la donna ricominci".
La ricerca rivela:
- il 77% delle fumatrici di tabacco e il 50% di di quelle di marijuana consumano saltuariamente queste sostanze durante la gravidanza;
- il 38% delle fumatrici di tabacco e il 24% di di quelle di marijuana consumano queste sostanze durante i nove mesi;
- complessivamente il tasso del consumo delle tre sostanze diminuisce durante la gravidanza, ma aumenta nei primi sei mesi dalla nascita del bambino.
Durante i singoli mesi della gravidanza, il tasso del consumo di tabacco oscilla tra il 17 e il 21%, quello di marijuana tra l'8 e il 9%, e quello di alcol tra il 2 e il 3%.
La ricerca e' stata eseguita dal Seattle Social Development Project, che ha seguito 808 bambini, ora diventati giovani adulti. I partecipanti sono stati intervistati ogni tre anni, fino ai 21/24 anni. Le domande riguardavano l'incidenza delle bevute compulsive (5 o piu' bicchieri nell'arco di due ore), e il consumo di tabacco e marijuana, e sulla nascita di un eventuale figlio. Centotrentuno donne e settantasette uomini hanno avuto un figlio durante la ricerca.
La ricerca e' stata finanziata dal National Institute on Drug Abuse. Coautori della ricerca sono stati J.David Hawkins, Richard Catalano e Robert Abbott, e pubblicata sulla rivista "Birth Issues in Perinatal Care".
E il consumo dei partners e' anche piu' alto. Mediamente, le campagne sociali non sono dirette agli uomini, e infatti il tasso del consumo di alcol, tabacco e marijuana rimane stabile sia durante che dopo la gravidanza.
Secondo i ricercatori Jennifer Bailey e Karl Hill, proprio per il consumo degli uomini e' piu' difficile per le donne smettere queste abitudini ed e', allo stesso tempo, piu' probabile che ricomincino dopo la nascita del bambino.
"I mesi dopo la nascita del bambino sono cruciali. Per esempio, se si sono impegnate tanto per smettere di fumare, e forse non l'hanno fatto per sei mesi o piu' noi dovremmo aiutarle, ma sappiamo che se il compagno fuma o beve e' piu' facile che la donna ricominci".
La ricerca rivela:
- il 77% delle fumatrici di tabacco e il 50% di di quelle di marijuana consumano saltuariamente queste sostanze durante la gravidanza;
- il 38% delle fumatrici di tabacco e il 24% di di quelle di marijuana consumano queste sostanze durante i nove mesi;
- complessivamente il tasso del consumo delle tre sostanze diminuisce durante la gravidanza, ma aumenta nei primi sei mesi dalla nascita del bambino.
Durante i singoli mesi della gravidanza, il tasso del consumo di tabacco oscilla tra il 17 e il 21%, quello di marijuana tra l'8 e il 9%, e quello di alcol tra il 2 e il 3%.
La ricerca e' stata eseguita dal Seattle Social Development Project, che ha seguito 808 bambini, ora diventati giovani adulti. I partecipanti sono stati intervistati ogni tre anni, fino ai 21/24 anni. Le domande riguardavano l'incidenza delle bevute compulsive (5 o piu' bicchieri nell'arco di due ore), e il consumo di tabacco e marijuana, e sulla nascita di un eventuale figlio. Centotrentuno donne e settantasette uomini hanno avuto un figlio durante la ricerca.
La ricerca e' stata finanziata dal National Institute on Drug Abuse. Coautori della ricerca sono stati J.David Hawkins, Richard Catalano e Robert Abbott, e pubblicata sulla rivista "Birth Issues in Perinatal Care".
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