Usa. Dopo l'Onu, anche il Dipartimento di Stato ammette fallimento piano anti-oppio in Afghanistan
Nonostante le misure prese dagli Stati Uniti per frenare il traffico di droga proveniente dall'Afghanistan, la coltivazione di oppio nel Paese, primo produttore mondiale, potrebbe quest'anno aumentare del 40%, rispetto al 2005, e raggiungere livelli record.Lo rivelano gli esperti del Dipartimento di Stato americano, ammettendo che, a dispetto delle centinaia di milioni di dollari investiti per scoraggiare la coltivazione di papavero in Afghanistan e incoraggiare produzioni alternative, i risultati ancora non si vedono.
"E' una brutta notizia e dobbiamo migliorare", ha detto Thomas Schweich, vice-segretario di Stato responsabile per la lotta al narcotraffico internazionale. Ma non e' una situazione senza speranza e crediamo che la strategia generale non sia sbagliata".
Schweich, che parlava a giornalisti al Dipartimento di Stato, che ne riferiscono, ha aggiunto che l'aumento della produzione dell'oppio era tutto sommato prevedibile perche' le misure prese dagli Stati Uniti risalgono solo allo scorso anno e alcune sono state messe a punto molto di recente.
In realta', pero', gli americani stanno cercando dal 2002, cioe' da immediatamente dopo il rovesciamento del regime dei taleban, di contrastare il traffico di oppio, dovendo, pero', spesso venire a patti con la situazione sul terreno: i 'signori dell'oppio', che sono spesso i 'signori della guerra' tribali e locali, servono talora come alleati nella guerriglia contro i taleban.
Proprio negli ultimi mesi, ha spiegato Schweich, e' partita una campagna informativa per spiegare alla gente afghana quali sono i rischi penali della produzione di droga; sono stati distribuiti in maniera piu' omogenea gli incentivi in denaro elargiti ai produttori perche' cambino coltivazioni; ed e' appena stato istituito un tribunale che si occupa specificamente del narcotraffico.
Il 22 agosto, in occasione della seconda conferenza afghana anti-droga, anche il presidente afgano Hamid Karzai ha ammesso che poco e' stato fatto nel Paese, che produce oltre il 90% dell'oppio e dell'eroina mondiali, per combattere ed sradicare la coltivazione di papavero.
Karzai ha sostenuto che le piantagioni vanno distrutte perche' la produzione di droga e' il pericolo numero uno dell'Afghanistan, essendone i proventi spesso utilizzati come finanziamenti per i terroristi.
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