Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. Ecco il peacemaker biologico

AMERICHE - USA
Notizia ·
Mentre il pacemaker artificiale festeggia i 50 anni, il pacemaker biologico gia' si annuncia come il futuro. Il dispositivo elettronico che ha segnato una tappa rivoluzionaria nella storia della cardiologia potrebbe avere gli anni contati, soppiantato dalla possibilita' di ricostruire la rete di cellule naturalmente addette al controllo del ritmo cardiaco. E' quanto annunciano i dati presentati il 23 giugno a Bologna, nel congresso della Societa' internazionale per le ricerche sul cuore, da Michael Rosen, del Centro di terapie molecolari della Columbia University di New York.
Cellule staminali prelevate dal midollo osseo state modificate in modo da riuscire a comportarsi come un pacemaker naturale e poi trasferite nel cuore, dove lo aiutano a lavorare con il ritmo giusto. Tutto questo e' finora stato fatto sui cani, ma i risultati sono buoni, tanto da far sperare in una sperimentazione sull'uomo tra un paio di anni.
'Il pacemaker biologico potra' offrire molti vantaggi rispetto a quello artificiale', ha osservato Rosen.
Innanzitutto perche' il pacemaker artificiale, per quanto funzioni bene, resta comunque un dispositivo esterno, dalla durata limitata e possibile fonte di infezioni. In secondo luogo, agisce solo sui sintomi, senza risolvere il problema. Il pacemaker biologico, invece, ripristina in modo integrale e naturale il funzionamento dell'attivita' elettrica del cuore.
'Ma prima di parlare del futuro dobbiamo essere sicuri che funzionera' perfettamente'.
Per verificarlo, il gruppo di Rosen, sta osservando quanto accade nel cuore dei cani che hanno ricevuto il pacemaker biologico. Gli esperimenti sono cominciati appena sei mesi fa e 'finora non si sono avuti casi di rigetto'.
Nei cani e' stato eseguito un doppio intervento, con una prima fase di terapia genetica seguita dalla terapia cellulare. In un primo momento, ha proseguito Rosen, dal midollo osseo sono state prelevate le cellule staminali mesenchimali, ossia quelle che possono dare origine a muscoli, ossa, cartilagine e adipociti.
Quindi queste cellule immature sono state modificate introducendo al loro interno il 'gene-pacemaker' chiamato Hcn2, un gene naturalmente presente nel cuore sano, nel quale regola l'attivita' elettrica. Un intervento di terapia genica condotto con una tecnica che ha permesso di evitare l'uso di virus come navette per trasportare il nuovo gene. Le cellule modificate sono state poi iniettate nel muscolo cardiaco.
'Anche se tutto sta andando per il meglio, sei settimane sono poche per tratte qualsiasi conclusione', ha rilevato Rosen. 'Solo fra un anno avremo tutti gli elementi per poter mettere a confronto il pacemaker elettronico con quello basato sulle cellule staminali. Per il momento occorre molta prudenza prima di pensare al passaggio alla sperimentazione sull'uomo. Possiamo dire soltanto che se i test sugli animali daranno risultati positivi, potrebbe essere ragionevole programmare la sperimentazione clinica fra due anni'.
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