Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. Esplosa immigrazione da Paesi islamici

AMERICHE - USA
Notizia ·
Cinque anni dopo gli attentati alle Torri Gemelli di New York il flusso annuale di immigranti musulmani verso gli Stati Uniti torna a crescere con un'inversione di tendenza siginificativa. Secondo i dati forniti dal dipartimento americano della Sicurezza interna e dall'Ufficio del Censimento, nel 2005 sono stati ammessi negli States circa 40 mila musulmani, il numero annuo piu' alto degli ultimi 20 anni.
Sempre nel 2005, il totale dei musulmani con permesso di soggiorno permanente negli Usa ha raggiunto quota 96mila. I dati resi noti dalle autorita' americane sono stati elaborati grazie alle segnalazioni dei Paesi di provenienza degli immigrati, 22 stati musulmani del Medio Oriente, del nord Africa e dell'Asia.
Dopo gli attentati dell'11/9, nel 2003 il numero di musulmani arrivati negli States era diminuito di almeno un terzo, in modo particolare si era sensibilmente ridotto il flusso da Pakistan, Marocco ed Iran. Ma gia' nel 2004 gli immigrati provenienti da Bangladesh, Turchia e Algeria erano aumentati del 20 per cento. I dati del 2005 segnano definitivamente la controtendenza.
Ad incoraggiare i nuovi arrivi non sono norme meno severe ma una maggiore efficienza nella consegna dei visti. Diversi, come sempre, i modi con cui i musulmani arrivano in America: come rifugiati, studenti o turisti. Alcuni raggiungono i familiari e pochi fortunati vincono il concorso per la 'green card'.
Ahmed Youssef ha deciso di lasciare l'Egitto e tentare la sorte in America malgrado i timori creati dalla guerra in Iraq e dall'atteggimento dell'amministrazione Bush. In America, dice Youssef, si deve distinguere tra il governo e la gente. "Con chi ho a che fare, con Bush o con gli americani?". Nur Fatima ha 25 anni ed e' arrivata a Brooklyn sei mesi fa. E' pachistana e nel suo Paese lo hijab, il foulard per il capo, e' obbligatorio. Fatima lo ha tolto subito. "Ho trovato la liberta' in questo paese. Liberta' in ogni cosa, liberta' di pensare. Per me questa e' una rinascita".
Fatima e' arrivata a New York in un momento propizio. Se fosse arrivata ancora tre anni fa avrebbe trovato la comunita' musulmana americana completamente terrorizzata. Dopo l'11 settembre infatti la loro vita negli States si e' trasformata in un tentativo di sopravvivenza dalle paure, dai sospetti e, spesso, dalle minacce e violenze degli americani impressionati dall'attacco al cuore del Paese portato dal fondamentalismo islamico.
Le cose ora sono migliorate. I centri islamici sono organizzati meglio, ovunque ci sono corsi di inglese e viene offerto aiuto legale gratuitamente. Ma indietro non si torna. L'11 settembre ha cambiato il mondo e anche la convivenza con i musulmani che in America sono piu' di 6 milioni.
"I nuovi arrivati non hanno visto l'America prima dell'11 settembre", dichiara Mizan Hassan, una donna del Bangladesh arrivata a New York 30 anni fa che ha ottenuto un posto di lavoro presso il Dipartimento dei Servizi Sociali di New York.
"Abbiamo dovuto scegliere se chiuderci in noi o divenire estroversi - dice Agha Saeed, presidente nazionale della Task Force per i diritti civili ed elettorali dei musulmani americani - Abbiamo scelto di essere estroversi".
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