Usa. Eva sta bene ed e' in Israele, parola di Clonaid
La piccola Eva, ammesso che esista davvero, "si trova in Israele" e il giudice della Florida che aveva avviato un'azione legale a tutela della bambina getta la spugna. Dopo aver ascoltato in aula Brigitte Boisselier, la presidente della societa' Clonaid, il giudice John Frusciante ha dichiarato di non aver giurisdizione nella vicenda della presunta prima bambina clonata.
La Boisselier, una scienziata del gruppo dei raeliani che lo scorso 27 dicembre stupi' il mondo con l'annuncio della nascita di Eva, senza aver da allora portato una sola prova a sostegno di quell'annuncio, e' comparsa per la prima volta in un'aula di giustizia. A Fort Lauderdale, sotto giuramento, la fondatrice di Clonaid ha ricevuto dal giudice l'ordine di rivelare dove si trovi Eva e per la prima volta ha accettato di parlarne: "La neonata e' in Israele, con la madre", ha detto, aggiungendo subito dopo di non avere il loro esatto indirizzo e di aver perso i contatti con la famiglia di Eva. Vera o falsa che sia l'ultima presunta rivelazione della scienziata, il giudice ha dovuto prendere atto che la Florida non ha alcuna competenza ad indagare sulla vicenda e si e' fatto da parte, non prima di aver invitato l'agenzia statale per la tutela dei bambini a segnalare le dichiarazioni della Boisselier alle autorita' israeliane.
Era stato un avvocato della Florida, Bernard Siegel, ad avviare la causa legale contro i raeliani, sostenendo la necessita' di un intervento del giudice per tutelare la bambina. Dopo una prima udienza nella quale il vicepresidente di Clonaid, Thomas Kaenzig, aveva spiegato che la societa' non ha una sede legale e in pratica non esiste, la Boisselier si e' presentata in aula per sostenere che la piccola Eva, pur se nata da genitori americani, e' fuori dalla portata della giustizia degli Stati Uniti. La scienziata ha anche ribadito che altri due bambini clonati sarebbero nati nelle scorse settimane in Olanda e da una coppia giapponese. Prima di arrendersi, il giudice Frusciante ha voluto far mettere a verbale un'ammonizione alla testimone: "Voi non potete perseguire la clonazione umana con impunita"', ha detto il magistrato alla Boisselier.
Dopo l'annuncio dello scorso dicembre della nascita di Eva, i raeliani -che sostiengono che l'umanita' sia il frutto di un'opera di clonazione eseguita da una civilta' extraterrestre- avevano promesso test del Dna sulla bambina per provare le loro affermazioni. Ma i test non sono mai stati eseguiti e fino ad oggi Clonaid non ha diffuso neppure una foto dei presunti neonati clonati.
La Boisselier, una scienziata del gruppo dei raeliani che lo scorso 27 dicembre stupi' il mondo con l'annuncio della nascita di Eva, senza aver da allora portato una sola prova a sostegno di quell'annuncio, e' comparsa per la prima volta in un'aula di giustizia. A Fort Lauderdale, sotto giuramento, la fondatrice di Clonaid ha ricevuto dal giudice l'ordine di rivelare dove si trovi Eva e per la prima volta ha accettato di parlarne: "La neonata e' in Israele, con la madre", ha detto, aggiungendo subito dopo di non avere il loro esatto indirizzo e di aver perso i contatti con la famiglia di Eva. Vera o falsa che sia l'ultima presunta rivelazione della scienziata, il giudice ha dovuto prendere atto che la Florida non ha alcuna competenza ad indagare sulla vicenda e si e' fatto da parte, non prima di aver invitato l'agenzia statale per la tutela dei bambini a segnalare le dichiarazioni della Boisselier alle autorita' israeliane.
Era stato un avvocato della Florida, Bernard Siegel, ad avviare la causa legale contro i raeliani, sostenendo la necessita' di un intervento del giudice per tutelare la bambina. Dopo una prima udienza nella quale il vicepresidente di Clonaid, Thomas Kaenzig, aveva spiegato che la societa' non ha una sede legale e in pratica non esiste, la Boisselier si e' presentata in aula per sostenere che la piccola Eva, pur se nata da genitori americani, e' fuori dalla portata della giustizia degli Stati Uniti. La scienziata ha anche ribadito che altri due bambini clonati sarebbero nati nelle scorse settimane in Olanda e da una coppia giapponese. Prima di arrendersi, il giudice Frusciante ha voluto far mettere a verbale un'ammonizione alla testimone: "Voi non potete perseguire la clonazione umana con impunita"', ha detto il magistrato alla Boisselier.
Dopo l'annuncio dello scorso dicembre della nascita di Eva, i raeliani -che sostiengono che l'umanita' sia il frutto di un'opera di clonazione eseguita da una civilta' extraterrestre- avevano promesso test del Dna sulla bambina per provare le loro affermazioni. Ma i test non sono mai stati eseguiti e fino ad oggi Clonaid non ha diffuso neppure una foto dei presunti neonati clonati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti