Usa. Ex ufficiale di polizia: la legalizzazione e' urgente
Jack Cole, un detective tenente in pensione della polizia di Stato del New Jersey, sostiene che la nazione, dopo 33 anni di "war on drugs" ha fallito, e che l'unica strada per veramente salvare delle vite, ridurre la tossicodipendenza e far diminuire il crimine, e' la legalizzazione delle droghe. "La legalizzazione ti consente di regolare e controllare allo stesso tempo", dice Cole.
"Nella situazione attuale chi controlla e disciplina le droghe sono gli assassini e i terroristi e chi vende droghe lungo le strade. Siano totalmente fuori di ogni controllo".
Cole e' direttore esecutivo di "Law Enforcement Against Prohibition", un gruppo internazionale di ufficiali, giudici e avvocati che supporta le politiche alternative per la regolamentazione e il controllo della droga.
In suo recente viaggio e' stato in Arizona, dove si e' incontrato con la "Military Officiers Association of America" ricordando che "Dobbiamo legalizzare le droghe in modo da poterle controllare e disciplinare e levarle cosi' dalle mani dei nostri bambini". Cole fa il parallelo con il proibizionismo sull'alcool, quando nel 1933, alla sua fine, la polizia ristabili' una qualita' sulla produzione e stabili' le norme per gli acquirenti e per i venditori.
Nove Stati -continua Cole- hanno legalizzato la marijuana terapeutica, mentre in Arizona e' stata respinta la legalizzazione del possesso di circa 60 grammi e la distribuzione statale di quella per uso medico: una proibizione che ha creato un mercato sotterraneo, con tanto di network di venditori che sono disposti anche ad uccidere per proteggere il loro business. Nello stesso tempo, il numero di coloro che sono arrestati per reati in cui non sono stati commessi atti di violenza e' cresciuto fino a circa 1 milione e 600 mila nel 2000. Ogni anno 400 miliardi di dollari sono spesi nel traffico internazionale di droghe illegali. E le prigioni nazionali sono strapiene con 2 milioni e 200 mila persone. Cole auspica che il Governo federale produca le droghe oggi illegali, ne controlli la qualita' e la potenza, distribuendo gratuitamente delle "dosi di mantenimento" e restringendo la vendita ai maggiorenni. Il denaro che non sarebbe utilizzato nella "war on drugs" potrebbe essere utilizzato per la riabilitazione e l'educazione.
Approcci simili ci sono in Svizzera e Olanda, ed hanno consentito di diminuire il crimine, la disoccupazione e far calare i contagi di Aids e le epatiti.
Secondo Cole il 22% dei tossicodipendenti da eroina, se avessero la sostanza gratuitamente, andrebbero progressivamente guarendo dalla dipendenza.
Tra le reazioni ai discorsi di Cole, c'e' quella dell'ex-colonnello dell'esercito Chuck Schluter: "Sono convinto che non daro' una mano a Cole, ma credo che la proibizione dell'alcool fosse una cosa sbagliata. E che sicuramente c'e' una correlazione con la situazione attuale delle droghe".
"Nella situazione attuale chi controlla e disciplina le droghe sono gli assassini e i terroristi e chi vende droghe lungo le strade. Siano totalmente fuori di ogni controllo".
Cole e' direttore esecutivo di "Law Enforcement Against Prohibition", un gruppo internazionale di ufficiali, giudici e avvocati che supporta le politiche alternative per la regolamentazione e il controllo della droga.
In suo recente viaggio e' stato in Arizona, dove si e' incontrato con la "Military Officiers Association of America" ricordando che "Dobbiamo legalizzare le droghe in modo da poterle controllare e disciplinare e levarle cosi' dalle mani dei nostri bambini". Cole fa il parallelo con il proibizionismo sull'alcool, quando nel 1933, alla sua fine, la polizia ristabili' una qualita' sulla produzione e stabili' le norme per gli acquirenti e per i venditori.
Nove Stati -continua Cole- hanno legalizzato la marijuana terapeutica, mentre in Arizona e' stata respinta la legalizzazione del possesso di circa 60 grammi e la distribuzione statale di quella per uso medico: una proibizione che ha creato un mercato sotterraneo, con tanto di network di venditori che sono disposti anche ad uccidere per proteggere il loro business. Nello stesso tempo, il numero di coloro che sono arrestati per reati in cui non sono stati commessi atti di violenza e' cresciuto fino a circa 1 milione e 600 mila nel 2000. Ogni anno 400 miliardi di dollari sono spesi nel traffico internazionale di droghe illegali. E le prigioni nazionali sono strapiene con 2 milioni e 200 mila persone. Cole auspica che il Governo federale produca le droghe oggi illegali, ne controlli la qualita' e la potenza, distribuendo gratuitamente delle "dosi di mantenimento" e restringendo la vendita ai maggiorenni. Il denaro che non sarebbe utilizzato nella "war on drugs" potrebbe essere utilizzato per la riabilitazione e l'educazione.
Approcci simili ci sono in Svizzera e Olanda, ed hanno consentito di diminuire il crimine, la disoccupazione e far calare i contagi di Aids e le epatiti.
Secondo Cole il 22% dei tossicodipendenti da eroina, se avessero la sostanza gratuitamente, andrebbero progressivamente guarendo dalla dipendenza.
Tra le reazioni ai discorsi di Cole, c'e' quella dell'ex-colonnello dell'esercito Chuck Schluter: "Sono convinto che non daro' una mano a Cole, ma credo che la proibizione dell'alcool fosse una cosa sbagliata. E che sicuramente c'e' una correlazione con la situazione attuale delle droghe".
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