Usa. La guerra alla marijuana e’ un enorme spreco di denaro
Riportiamo uno stralcio dell'editoriale di Eric Schlosser *, pubblicato sull'International Herald Tribune, edizione on line del 30 aprileE' iniziato in autunno il progetto pilota, proposto dal sistema sanitario canadese, che autorizza i farmacisti della British Columbia a vendere la marijuana terapeutica, senza prescrizione medica. Programma che rientra nell'attuazione del rapporto della commissione del Senato del 2002, dalla quale risultava "chiaro, ma non definitivo" il possibile beneficio del consumo della marijuana in specifici trattamenti sanitari. Sempre in Canada, il primo ministro Paul Martin e il capo dell'opposizione Stephen Harper sostengono la decriminalizzazione del possesso di piccole quantita' di sostanza, ed e' gia' attiva la somministrazione della marijuana coltivata per conto del Governo e fornita a pazienti autorizzati dall'Health Canada.
Tutt'altro scenario negli Stati Uniti, dove la marijuana continua ad essere vietata e della quale il Governo federale vieta anche l'uso terapeutico. Per la legge federale il possesso e', e rimane, illegale. Le pene, per il primo arresto, variano dalla liberta' condizionata all'ergastolo. Anche se undici Stati hanno decriminalizzato il possesso, molti altri hanno leggi molto severe. Nella Lousiana, ad esempio, venderne un'oncia (28 grammi) puo' portare ad una pena detentiva di venti anni, e nello Stato di Washington fornire qualsiasi quantita' di marijuana puo' condurre a cinque anni di prigione. Nel 2002, circa 700 mila persone sono state arrestate per avere violato le leggi sulla marijuana, e di queste quasi il 90% sono stati fermati per possesso. Possesso, che in alcuni casi e' ritenuto solo un'infrazione, che pero' conduce alla prigione, alla perdita del lavoro o della patente di guida. In alcuni Stati, il possesso anche solo di un'oncia e' un crimine, punibile con l'interdizione all'assistenza sociale federale, mentre gli assassini o gli stupratori continuano a riceverla, nonostante il crimine commesso.
Nell'amministrazione Bush si e' visto un incremento della guerra alla marijuana. Il responsabile per la politica sulla droga, John Walters, non fa altro che ripetere che "la marijuana e' additiva, che e' connessa ad episodi di violenza". Anche se questa guerra inizio' sotto l'amministrazione del repubblicano Ronald Reagan, il supporto ricevuto negli anni e' sempre stato bipartisan. Molto spesso le leggi piu' severe sono state sostenute dai liberali, e le statistiche riportano che gli arresti sono raddoppiati durante gli otto anni della presidenza Clinton. Quest'anno per le campagne antidroghe la Casa Bianca ha speso 170 milioni di dollari, collaborando con l'associazione no-profit Partnership for a Drug-Free America. E' difficile accettare queste campagne, in un Paese dove sono facilmente prescritti gli antidepressivi, ed e' sorprendente che l'associazione no-profit su citata abbia ricevuto fondi da compagnie di tabacco, di alcolici, case farmaceutiche, come la Hoffmann-La Roche, la Philip Morris, la R.J. Reynoldss e l'Anheuser-Busch. Piu' di 16 mila americani muoiono ogni anno per l'assunzione di antinfiammatori, aspirine o antipiretici, ma nessuno al Congresso intraprende una battaglia contro l'Advil.
La droga piu' pericolosa e' l'alcool, si puo' morire per alcolismo, e' direttamente connessa ad episodi di violenza, due terzi dei suicidi e delle violenze domestiche dipendono dall'abuso di questa sostanza. Secondo il dipartimento della Giustizia, i ragazzini tra gli 11 e il 13 anni sono molti piu' vicini all'alcool che alla cannabis. Sostanza, che comunque non e' consigliata alle donne incinta, agli schizofrenici, e ai malati cardiaci, e che non e' tossica.
Negli ultimi venti anni, miliardi di dollari sono stati impiegati e milioni di americani, arrestati. Da una ricerca del Governo federale, la "National Household Survey on Drug Abuse", nel 1982 il 54% degli americani tra i 18 e i 25 anni aveva fumato la marijuana, nel 2002 si e' registrata la medesima percentuale.
*Autore di Fast Food National e Reefer Madness.
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