Usa. Illinois. Comunita' religiose sostengono la legalizzazione medica della cannabis
Appoggio inaspettato di alcune comunita' religiose alla legge sulla legalizzazione della marijuana. "E' importante eliminare le sofferenze dei malati", ha dichiarato il reverendo D. Jay Johnson, della Union Avenue Christian Church.Johnson e' uno dei quaranta capi religiosi dello Stato nominati nella lettera inviata ai parlamentari per dimostrare l'adesione che diversi strati della societa' hanno verso la legge che permetterebbe il consumo terapeutico della droga.
Gli oppositori della legge ritengono che il reale proposito della legge sia di legalizzare le droghe per fini ricreazionali e che i religiosi siano stati ingannati.
La legge (la SB650) in attesa del voto del Senato prevede la possibilita' per alcuni malati di possedere massimo 12 piante o 2,5 once (circa 70 grammi) di cannabis.
La Interfaith Drug Policy Initiative ha inviato una lettera a numerose congregazioni religiose chiedendo la firma di sostegno per la legge. Molti reverendi hanno dichiarato di avere immediatamente pensato alle sofferenze patite dai malati terminali di cancro.
"Ho pensato ai malati terminali o quelli in chemioterapia", ha dichiarato Gladys Herzog della Salem United Church of Christ. Per Bob Hillenbrand, pastore della First Presbyterian Church, si tratta di un atto di compassione, e Robert C. Morwell, della Union United Methodist Church ha detto: "Non ho mai fumato droghe e mai ho desiderato di farlo, ma e' buffo che si possano prescrivere la morfina e altre sostanze piu' additive e non la marijuana". Inoltre ha contestato l'idea che la legge conduca in realta' alla legalizzazione della sostanza, in quanto "E' molto facile procurarsela illegalmente, aanche senza l'aiuto dei medici. Il disegno di legge e' chiaro nel consentirne il consumo medico e nell'aumentare le pene per quello ricreazionale", ha concluso.
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