Usa. Irvin Weissman in Nebraska rilancia la ricerca con le staminali embrionali
Il celebre scienziato Irvin Weissman, direttore dell'Institute for Cancer-Stem Cell Biology and Medicine presso la Stanford University School of Medicine, si e' nuovamente espresso sulla situazione politica per quanto riguarda la ricerca sulle cellule staminali e la clonazione.
Secondo il primo scopritore delle staminali, un divieto totale a qualsiasi forma di clonazione, significherebbe lasciare morire la ricerca e abbandonare la speranza di trovare cure per le piu' gravi malattie. Weissman ha avuto modo di trattare questi argomenti in occasione di una visita nel Nebraska, dove ha incontrato i dirigenti del National Institute of Health. Ha visitato inoltre alcuni centri di ricerca, tra i quali quelli gestiti dal Nebraskans for Research, un gruppo no-profit che spera di contrastare l'aria oscurantista della politica locale. Grazie a loro infatti, e' stato organizzato il dibattito, al quale ha partecipato Weissman, sui benefici della clonazione umana.
Lo Stato del Nebraska, attende di poter discutere la questione ricerca entro la fine di questa legislatura. Un progetto di legge, il Bill 602, e' gia' stato presentato dal senatore Adrian Smith, che chiederebbe un divieto per la clonazione sia intesa come duplicazione genetica di un essere umano, che come procedura tecnica a scopo di ricerca. Secondo Smith, fare una distinzione tra le due e' comunque inutile: rimangono tecniche moralmente illecite.
Ma Weissman ricorda che molte delle leggende metropolitane sulle fabbriche di bambini, rimangono tali. Non esistono scienziati pazzi o venditori di embrioni, ma molto piu' spesso, esistono lavoratori seri che devono fare i conti con fattori economici, politici e sociali.
E nel dettaglio tecnico, lo scienziato ha nuovamente spiegato l'importanza di una ricerca approfondita sulle staminali embrionali, piuttosto che su quelle adulte, che vengono considerate con troppa facilita' un passe-par-tout per i ricercatori e i moralisti. E sullo status morale dell'embrione, Weissman ha dichiarato: "Questo e', legittimamente, un perfetto argomento religioso. Ma per fortuna, viviamo in una societa' pluralistica". Ma Smith, il senatore pro-life, non ha gradito il commento, e secondo quanto riportato dalla stampa, ha lasciato il dibattito con una punta di insofferenza. "Troppa retorica".
Secondo il primo scopritore delle staminali, un divieto totale a qualsiasi forma di clonazione, significherebbe lasciare morire la ricerca e abbandonare la speranza di trovare cure per le piu' gravi malattie. Weissman ha avuto modo di trattare questi argomenti in occasione di una visita nel Nebraska, dove ha incontrato i dirigenti del National Institute of Health. Ha visitato inoltre alcuni centri di ricerca, tra i quali quelli gestiti dal Nebraskans for Research, un gruppo no-profit che spera di contrastare l'aria oscurantista della politica locale. Grazie a loro infatti, e' stato organizzato il dibattito, al quale ha partecipato Weissman, sui benefici della clonazione umana.
Lo Stato del Nebraska, attende di poter discutere la questione ricerca entro la fine di questa legislatura. Un progetto di legge, il Bill 602, e' gia' stato presentato dal senatore Adrian Smith, che chiederebbe un divieto per la clonazione sia intesa come duplicazione genetica di un essere umano, che come procedura tecnica a scopo di ricerca. Secondo Smith, fare una distinzione tra le due e' comunque inutile: rimangono tecniche moralmente illecite.
Ma Weissman ricorda che molte delle leggende metropolitane sulle fabbriche di bambini, rimangono tali. Non esistono scienziati pazzi o venditori di embrioni, ma molto piu' spesso, esistono lavoratori seri che devono fare i conti con fattori economici, politici e sociali.
E nel dettaglio tecnico, lo scienziato ha nuovamente spiegato l'importanza di una ricerca approfondita sulle staminali embrionali, piuttosto che su quelle adulte, che vengono considerate con troppa facilita' un passe-par-tout per i ricercatori e i moralisti. E sullo status morale dell'embrione, Weissman ha dichiarato: "Questo e', legittimamente, un perfetto argomento religioso. Ma per fortuna, viviamo in una societa' pluralistica". Ma Smith, il senatore pro-life, non ha gradito il commento, e secondo quanto riportato dalla stampa, ha lasciato il dibattito con una punta di insofferenza. "Troppa retorica".
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