Usa. Jack Kevorkian: non chiederei di essere assistito a morire
Jack Kevorkian e' malato e potrebbe non sopravvivere a lungo, ma non sceglierebbe per se' una morte assistita.
Ora 78enne, il medico statunitense -paladino della legalizzazione dell'eutanasia che ha aiutato a morire oltre 130 persone- e' stato condannato nel 1999 per omicidio di secondo grado e si trova attualmente in prigione, dove dovrebbe scontare dai 10 ai 25 anni.
La sua salute e' pero' in rapido declino, tanto da compromettere le possibilita' che venga rilasciato sulla parola, e ha detto che, probabilmente, non vivra' ancora a lungo.
Alla stampa locale, Kevorkian ha confessato di essere tuttora favorevole al suicidio assistito di malati terminali, ma che si tratta di un'opzione che non e' pronto a contemplare, nonostante le proprie gravi condizioni.
Recenti documenti legali lo descrivono infatti come un "cadavere ambulante" che puo' "a malapena camminare e non ha piu' le energie per leggere o scrivere".
Ora 78enne, il medico statunitense -paladino della legalizzazione dell'eutanasia che ha aiutato a morire oltre 130 persone- e' stato condannato nel 1999 per omicidio di secondo grado e si trova attualmente in prigione, dove dovrebbe scontare dai 10 ai 25 anni.
La sua salute e' pero' in rapido declino, tanto da compromettere le possibilita' che venga rilasciato sulla parola, e ha detto che, probabilmente, non vivra' ancora a lungo.
Alla stampa locale, Kevorkian ha confessato di essere tuttora favorevole al suicidio assistito di malati terminali, ma che si tratta di un'opzione che non e' pronto a contemplare, nonostante le proprie gravi condizioni.
Recenti documenti legali lo descrivono infatti come un "cadavere ambulante" che puo' "a malapena camminare e non ha piu' le energie per leggere o scrivere".
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