Usa. Kosten: entro tre anni commercializzazione vaccino anti-cocaina
Il destino dei consumatori di cocaina potrebbe cambiare radicalmente. Entro 2-3 anni dovrebbe arrivare sul mercato il primo vaccino che promette di sconfiggere la dipendenza da questa sostanza. A stimare i tempi per l'atteso 'taglio del nastro' e' Thomas Kosten, docente di neuroscienze al Baylor College Medicine di Houston, al lavoro sul siero anti-cocaina dal lontano '95.Il vaccino, attualmente testato in una serie di studi clinici, lavora sul sistema immunitario di chi fa uso di questa droga, finendo per rendere la 'polvere bianca' priva di ogni attrattiva per chi, al contrario, non riesce piu' a farne a meno. In realta', il sistema immunitario e' incapace di riconoscere la cocaina o le molecole di altre sostanze stupefacenti perche' troppo piccole, ma puo' potenzialmente produrre anticorpi per aggredirle. Cosi', per aiutare il sistema immunitario a riconoscere le molecole di droga, Kosten ha pensato bene di attaccare cocaina 'inattiva' all'esterno di proteine (a loro volta rese innocue) di colera.
Queste sono perfettamente riconoscibili dal sistema immunitario, che non solo e' perfettamente in grado di produrre anticorpi, ma arriva anche a individuare la presenza delle molecole di droga impedendo loro di raggiungere il cervello, dove si generano gli effetti tipici della dipendenza.
Si parte dalla cocaina, ma i ricercatori sperano di poter estendere prima o poi l'uso del siero alle metanfetamine, all'eroina, e addirittura alla nicotina.
Ricercatori europei sono anzi gia' al lavoro su un vaccino che agisce allo stesso modo, ma per far si' che i consumatori dicano addio alle 'bionde'.
Il siero anti-cocaina sara' al centro di un grosso studio che coinvolgera' piu' centri di ricerca, con l'obiettivo di ottenere il via libera alla commercializzazione da parte della Food and Drug Administration, l'ente regolatorio statunitense. E' stato progettato per un uso terapeutico, non per la prevenzione, ma lo stesso Kosten afferma di non escludere ulteriori applicazioni in futuro. Ad esempio, "potrebbe essere iniettato nelle cocainomani che aspettano un bambino, per evitare che il feto venga contaminato dalla 'polvere bianca'".
Altri usi, secondo Kosten, potrebbero includere la somministrazione del vaccino per gli adolescenti ad alto rischio, al fine di impedire loro di diventare tossicodipendenti.
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