Mercoledì 10 giugno 2026
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Usa. Legamenti rotti? Con le staminali si possono ricostruire

AMERICHE - USA
Notizia ·
I 'preziosi' legamenti dei campioni dello sport, la cui rottura provoca danni anche economici molto rilevanti, potrebbero aver trovato nelle cellule staminali la 'fonte dell'eterna giovinezza'. Lo sostengono alcuni ricercatori, citati dal quotidiano 'International Herald Tribune', secondo cui l'utilizzo di queste tecniche e' la nuova frontiera dell'ortopedia.
Il piu' convinto tifoso delle nuove terapie e' Scott Rodeo, ricercatore dell'Hospital for Special Surgery di Manhattan ed ex medico della squadra olimpica americana. Rodeo ha gia' sperimentato con successo sui topi la ricostruzione dei legamenti crociati del ginocchio e dell'articolazione della spalla tramite cellule staminali adulte o prelevate da cordone ombelicale.
'Queste cellule hanno un ruolo benefico straordinario nell'indurre la rigenerazione dei tessuti forse non sara' l'anno prossimo, ma entro cinque anni e' ragionevole pensare che ci saranno applicazioni sull'uomo'.
Lo strumento principale in mano agli ortopedici nei prossimi anni potrebbero essere le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale dei figli degli atleti, che possono essere utilizzate per rigenerare cartilagini e legamenti, ma anche muscoli. Secondo il Sunday Times gia' cinque giocatori del Liverpool hanno depositato in una banca del sangue le cellule dei propri figli, e secondo gli esperti in futuro anche le giovani promesse dello sport potrebbero essere interessate a questa 'assicurazione' sugli infortuni.
'Se qualcuno ha un figlio di 5 o 6 anni con un talento atletico eccezionale -sostiene Johnny Huard, direttore dello Stem Cell Research Center di Pittsburgh- potrebbe voler prelevare un po' di cellule staminali giovani del bambino e congelarle. Per l'uso pratico potrebbero volerci anni, ma questo e' il futuro della medicina sportiva'.
Secondo Huard c'e' anche il rischio che le cellule staminali vengano utilizzate come doping, per costruire piu' massa muscolare: 'La possibilita' c'e' - conferma il ricercatore - e sarebbe impossibile da scoprire, perche' non ci sarebbe niente di 'innaturale'. Non credo che potrebbe fare di un pessimo atleta un superatleta, ma potrebbe fare la differenza tra una medaglia d'argento e una d'oro'.
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