Usa. Liberta’ ai medici di "consigliare" o "parlare" della marijuana terapeutica
Il rifiuto della Corte Suprema di pronunciarsi sulla liceita' delle leggi statali in materia di cannabis terapeutica significa i medici che prescrivono la marijuana non possono essere perseguiti, e mai decisione e' parsa piu' corretta. Infatti negando ai medici la possibilita' di prescriverla o anche solo di consigliarla, come Washington auspicava, avrebbe violato la liberta' di parola dei soggetti in causa. I malati devono essere liberi e messi nella condizione di discutere su tutte le cure disponibili, senza timore di essere arrestati. La sentenza della Nona Corte Suprema e' valida per gli Stati che ricadono sotto la sua giurisdizione, dunque per la California, l'Alaska, l'Arizona, le Hawaii, il Nevada, l'Oregon e Washington.Per la legge federale e' ancora un crimine la coltivazione, il possesso e la distribuzione della sostanza, conseguentemente gli agenti federali possono intimidire i medici degli Stati del Maine, Colorado e del Meryland, malgrado leggi statali contrarie.
I funzionari si trovano nell'imbarazzante posizione di dover perseguire le persone per fare rispettare la legge federale oppure di violarla essi stessi, mentre sarebbe piu' utile che il Congresso permettesse l'applicazione delle leggi degli Stati, senza alcuna interferenza.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti