Usa. Linee cellulari fetali in laboratorio: ed e' subito polemica
Tra i vertici dell'arcidiocesi di Washington si e' levata una piccola bufera sui metodi di ricerca utilizzati al GeorgeTown University Medical Center (GUMC).
La vicenda e' stata sollevata da Debra Vinnedge, del gruppo Children of God for Life, quando ha saputo che al centro di ricerca venivano utilizzate linee di cellule staminali estratte da feti abortiti. E in effetti, sul sito web della Georgetown compare l'elenco delle linee usate, 4 delle quali vengono appunto da feti abortiti. La Vinnedge si e' quindi rivolta all'arcivescovo locale, Theodore McCarrick, chiedendogli di intervenire sulla faccenda per invitare il centro a interrompere immediatamente queste ricerche. Nella lettera di McCarrick, del 15 dicembre, si legge: "Ho pensato e riflettuto molto su questo argomento, cercando anche di documentarmi. E sono giunto alla conclusione che la GUMC Tissue Bank deve affrontare dei grossi problemi di natura morale riguardo ai suoi esperimenti su particolari cellule umane".
La risposta del GUMC non si e' fatta aspettare, e in un comunicato stampa emesso dalla Direttrice Esecutiva del settore Comunicazioni, Amy DeMaria, si legge: "Le preoccupazione espresse dal cardinale McCarrick sono state prese seriamente in considerazione. E siamo giunti alla conclusione che le ricerche svolte al Medical Centre sono pienamente conformi alle direttive stilate dalla Catholic Health Care Services, e non contrastano con i principi generali di teologia morale. I ricercatori del GUMC, come tanti altri in tutto il mondo, lavorano utilizzando tessuti umani con l'intento di trovare terapie definitive alle piu' gravi malattie del nostro secolo".
Dalla Tissue Bank non sono emerse dichiarazioni, anche se, secondo la DeMaria, sembra che le linee cellulari incriminate siano state rimosse dalla lista ufficiale. "Anche se svolgiamo ricerche nel pieno delle regole predisposte, abbiamo ritenuto prudente rimuovere le linee cellulari fetali, per rendere chiaro a tutti che il nostro lavoro e' limpido e trasparente. Le ricerche derivate da quelle linee comunque, non sono state in alcun modo alterate".
Le linee cellulari fetali vengono utilizzate comunemente e con grande successo da tempo, anche se molti ricercatori non ne sono a conoscenza. Vaccini contro la poliomielite, la rabbia o l'epatite-A sono stati sviluppati proprio grazie a queste cellule, ma nessun militante pro-life si sognerebbe di toglierli dal commercio a causa delle loro origini. Lo scandalo sostanzialmente e' nato dal fatto che la GeorgeTown e' da sempre un'universita' cattolica, per cui le regole per la ricerca sono comprensibilmente piu' restrittive. Ma la Vinnedge, come lo stesso cardinale McCarrick ed altri, hanno voluto sollevare il problema con un senso di gravita' visibilmente eccessivo, ed e' solo grazie al buon senso dei ricercatori che la polemica e' praticamente finita sul nascere.
La vicenda e' stata sollevata da Debra Vinnedge, del gruppo Children of God for Life, quando ha saputo che al centro di ricerca venivano utilizzate linee di cellule staminali estratte da feti abortiti. E in effetti, sul sito web della Georgetown compare l'elenco delle linee usate, 4 delle quali vengono appunto da feti abortiti. La Vinnedge si e' quindi rivolta all'arcivescovo locale, Theodore McCarrick, chiedendogli di intervenire sulla faccenda per invitare il centro a interrompere immediatamente queste ricerche. Nella lettera di McCarrick, del 15 dicembre, si legge: "Ho pensato e riflettuto molto su questo argomento, cercando anche di documentarmi. E sono giunto alla conclusione che la GUMC Tissue Bank deve affrontare dei grossi problemi di natura morale riguardo ai suoi esperimenti su particolari cellule umane".
La risposta del GUMC non si e' fatta aspettare, e in un comunicato stampa emesso dalla Direttrice Esecutiva del settore Comunicazioni, Amy DeMaria, si legge: "Le preoccupazione espresse dal cardinale McCarrick sono state prese seriamente in considerazione. E siamo giunti alla conclusione che le ricerche svolte al Medical Centre sono pienamente conformi alle direttive stilate dalla Catholic Health Care Services, e non contrastano con i principi generali di teologia morale. I ricercatori del GUMC, come tanti altri in tutto il mondo, lavorano utilizzando tessuti umani con l'intento di trovare terapie definitive alle piu' gravi malattie del nostro secolo".
Dalla Tissue Bank non sono emerse dichiarazioni, anche se, secondo la DeMaria, sembra che le linee cellulari incriminate siano state rimosse dalla lista ufficiale. "Anche se svolgiamo ricerche nel pieno delle regole predisposte, abbiamo ritenuto prudente rimuovere le linee cellulari fetali, per rendere chiaro a tutti che il nostro lavoro e' limpido e trasparente. Le ricerche derivate da quelle linee comunque, non sono state in alcun modo alterate".
Le linee cellulari fetali vengono utilizzate comunemente e con grande successo da tempo, anche se molti ricercatori non ne sono a conoscenza. Vaccini contro la poliomielite, la rabbia o l'epatite-A sono stati sviluppati proprio grazie a queste cellule, ma nessun militante pro-life si sognerebbe di toglierli dal commercio a causa delle loro origini. Lo scandalo sostanzialmente e' nato dal fatto che la GeorgeTown e' da sempre un'universita' cattolica, per cui le regole per la ricerca sono comprensibilmente piu' restrittive. Ma la Vinnedge, come lo stesso cardinale McCarrick ed altri, hanno voluto sollevare il problema con un senso di gravita' visibilmente eccessivo, ed e' solo grazie al buon senso dei ricercatori che la polemica e' praticamente finita sul nascere.
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