Usa. Le madri californiane supportano la ricerca ma non Proposition 71
Tra le associazioni che in California si oppongono alla proposta di legge per finanziare la ricerca su embrioni, ve n'e' una di impronta laica che non ha collegamenti con il fronte pro-life.
E' la Californian Nurses Association (CNA), con all'attivo piu' di 58.000 iscritte in tutto lo Stato. In una conferenza stampa la leader del gruppo, Deborah Burger, ha spiegato che Proposition 71 e' una proposta che mira ad allargare i privilegi della scienza senza tener conto delle necessita' delle donne. Le volontarie che donerebbero i loro ovuli ed embrioni non sarebbero infatti sufficientemente protette dalla legge qualora la proposta venga accettata cosi' com'e'. "Piuttosto che brevetti per nuovi medicinali, questa legge deve garantire una fonte aperta di informazione a tutti. Se verra' strutturata con questo criterio allora tutti potranno avere accesso ai nuovi progressi scientifici e medici".
Per la Burger inoltre il testo della legge non protegge le istituzioni pubbliche da un certo monopolio della ricerca scientifica: con il lavoro delle compagnie private e delle industrie farmaceutiche, i benefici della scienza rischiano di diventare un privilegio da elite. A questa obiezione ha risposto Roger Salazar, portavoce della campagna a favore di Proposition 71, dicendo che "la ricerca di base e' in genere svolta nelle universita' o negli istituti no-profit. Quando questa pero' cresce e produce risultati accessibili al pubblico, occorrono degli incentivi economici che permettano lo sviluppo di quel risultato. Questi incentivi provengono dalle compagnie private che forniscono il mercato quando gran parte della ricerca e' gia' completa". Per quando riguarda i timori delle donne, Salazar ha ricordato che qualsiasi esperimento viene effettuato sotto l'autorizzazione precisa dei genitori biologici, e che comunque gli embrioni utilizzati sarebbero quelli inutilizzati nelle cliniche per la sterilita'.
La portavoce della CNA ha comunque dichiarato che la loro e' stata una scelta difficile: come organizzazione supportano la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma al contempo avvertono la necessita' di garantire a lungo termine il diritto alla scelta di ciascuna donna.
E' la Californian Nurses Association (CNA), con all'attivo piu' di 58.000 iscritte in tutto lo Stato. In una conferenza stampa la leader del gruppo, Deborah Burger, ha spiegato che Proposition 71 e' una proposta che mira ad allargare i privilegi della scienza senza tener conto delle necessita' delle donne. Le volontarie che donerebbero i loro ovuli ed embrioni non sarebbero infatti sufficientemente protette dalla legge qualora la proposta venga accettata cosi' com'e'. "Piuttosto che brevetti per nuovi medicinali, questa legge deve garantire una fonte aperta di informazione a tutti. Se verra' strutturata con questo criterio allora tutti potranno avere accesso ai nuovi progressi scientifici e medici".
Per la Burger inoltre il testo della legge non protegge le istituzioni pubbliche da un certo monopolio della ricerca scientifica: con il lavoro delle compagnie private e delle industrie farmaceutiche, i benefici della scienza rischiano di diventare un privilegio da elite. A questa obiezione ha risposto Roger Salazar, portavoce della campagna a favore di Proposition 71, dicendo che "la ricerca di base e' in genere svolta nelle universita' o negli istituti no-profit. Quando questa pero' cresce e produce risultati accessibili al pubblico, occorrono degli incentivi economici che permettano lo sviluppo di quel risultato. Questi incentivi provengono dalle compagnie private che forniscono il mercato quando gran parte della ricerca e' gia' completa". Per quando riguarda i timori delle donne, Salazar ha ricordato che qualsiasi esperimento viene effettuato sotto l'autorizzazione precisa dei genitori biologici, e che comunque gli embrioni utilizzati sarebbero quelli inutilizzati nelle cliniche per la sterilita'.
La portavoce della CNA ha comunque dichiarato che la loro e' stata una scelta difficile: come organizzazione supportano la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma al contempo avvertono la necessita' di garantire a lungo termine il diritto alla scelta di ciascuna donna.
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