Usa. Mario Cuomo a George W. Bush: l'embrione non e' questione di fede
L'ex governatore dello Stato di New York, il cattolico Mario Cuomo scrive un articolo pubblicato su The New York Times, e poi ripreso in Italia dal Corriere della Sera, in merito alla posizione della Casa Bianca sui finanziamenti federali alle staminali embrionali.
"Caro Bush, l'embrione non e' questione di fede"
Esiste un modo per superare l'impasse religiosa creata dalla posizione del presidente Bush sulle cellule staminali embrionali. La maggior parte degli scienziati sostiene che se le cellule staminali adulte possono venir usate per curare alcune tra le peggiori lesioni e malattie, le cellule staminali embrionali promettono risultati ancor piu' ampi e sicuri. Per questa ragione, molti scienziati hanno accolto con piacere l'offerta fatta da Bush nell'agosto 2001 di sostenere la ricerca sulle cellule staminali adulte con risorse governative ma, insieme a milioni di altri americani, sono rimasti dolorosamente delusi dal suo rifiuto di voler fare altrettanto nei confronti della ricerca sulle cellule staminali provenienti dalle molte migliaia di embrioni non impiegati nella fecondazione, destinati alla distruzione. Secondo parecchi ricercatori, il compromesso di limitare il finanziamento federale solo agli studi compiuti sulle circa 20 serie di cellule staminali embrionali che erano state gia' sviluppate ( grazie a un finanziamento deciso da Clinton, ndr ) e' politicamente accorto ma insufficiente, anche perche'molte di quelle serie di cellule hanno un potenziale limitato e incerto. Bush non nega che le cellule staminali embrionali abbiano potenziali di cura maggiori: afferma che la sua decisione e' basata sulla convinzione che prelevare cellule dall'embrione lo distrugga e dia luogo alla morte di un essere umano, cosa che non trova giustificazione, a prescindere dai potenziali vantaggi. Il presidente non sostiene di basare la sua conclusione su considerazioni biomediche. Dice solamente che e' espressione della sua fede religiosa. Nel marzo del 2004 il suo consigliere scientifico, il dottor John H. Marburger III ( che fu a capo di una commissione di indagine sulla base nucleare di Shoreham nel 1983, quando io ero governatore), sostenne: "Non so dire quando un ovulo fertilizzato diventi sacro" , e aggiunse che "questo non e' un problema scientifico" . Senza dubbio l'opinione del presidente che la vita umana inizi con il concepimento e' condivisa da milioni di americani, tra cui molti cristiani ed evangelici. Ma rimane un punto di vista minoritario, che oltretutto il presidente applica senza coerenza. Mentre infatti crede che distruggere un embrione sia un assassinio, Bush si rifiuta di richiedere che la legge metta fine agli interessi commerciali che fanno distruggere embrioni per ottenere cellule staminali. Se questo comportamento equivale a un assassinio, come sostiene il presidente, non e' molto appropriato per lui non far nulla per fermare il misfatto e limitarsi a non finanziarlo. Il presidente e' riuscito a navigare abbastanza bene in queste secche politiche, tuttavia ha creato una confusione morale e intellettuale che non e' riuscita a dissuadere il Congresso dal prendere posizioni piu' avanzate di lui sulla ricerca sulle cellule staminali. Per districarsi da una posizione insostenibile, il presidente dovrebbe cominciare col seguire il modello che si e' dimostrato produttivo in altre aree in cui si sono dovuti affrontare scontri su questioni religiose e politiche, come per esempio per la legge sull'aborto. Il diritto dei credenti di vivere secondo la loro fede religiosa sara' garantito: nessuno verra' costretto a usare la ricerca sulle cellule staminali o i suoi prodotti, proprio come nessuno sara' costretto ad abortire. E la nazione rispettera' il diritto dei credenti di sostenere dei cambiamenti nella nostra legislazione civile che corrispondano alla loro visione morale. Ma il nostro sistema politico pluralistico adotta principi che nascono dal consenso, non dalle imposizioni di un'ortodossia religiosa; e dal momento in cui questi principi vengono adottati ( l'approvazione dell'aborto o il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali da embrioni non utilizzati) essi diventeranno legge per tutti, anche se i dissenzienti finiranno per pagare con le loro tasse cose che trovano blasfeme. Ogni giorno americani a cui la pena di morte, i contraccettivi, l'aborto e la guerra fanno orrore, pagano tasse che in parte sono usate per scopi che considerano offensivi. Questo fa parte del prezzo che paghiamo per una democrazia unica e ben funzionante. Per ora ne' Bush ne' i credenti hanno convinto la maggioranza degli americani che l'impiego delle cellule staminali embrionali comporti inevitabilmente l'assassinio di un essere umano. La maggior parte dei cittadini, che ha ben presenti i milioni di vittime per l'Alzheimer, il Parkinson, il cancro e le lesioni alla spina dorsale, crede che la ricerca sulle cellule staminali embrionali possa offrire delle cure. Essi chiederanno che il Congresso consenta di mettere in atto questo potenziale. Se il presidente pone il veto su un disegno di legge che favorisce quelle ricerche, dovra' dimostrare che la vita umana esiste all'inizio del concepimento ( un'affermazione che anche la Chiesa Cattolica Romana e altre religioni hanno messo in dubbio nel corso della storia) con ragioni che vadano al di la' della semplice fede religiosa. Il modo migliore per valutare quest'affermazione potrebbe essere quello di istituire una commissione di scienziati, umanisti e leader politici rispettati che esaminino le dimostrazioni degli esperti di scienze biologiche sul momento in cui si sviluppa la coscienza, quando e' possibile la vita fuori dall'utero e come viene trattato l'argomento da altre religioni. Porteranno poi le loro conclusioni ai legislatori. Una commissione del genere, la Task Force on Life and the Law, e' in funzione a New York dal 1985 e aiuta a indirizzare le scelte politiche su problemi comel'eutanasia, la definizione di morte, la tecnologia riproduttiva, quando e se sospendere le cure e altre difficili questioni create dal rapido sviluppo della tecnologia medica. Le decisioni della commissione sulla definizione della morte, sull'accanimento terapeutico, sui trapianti di organi o tessuti sono state adottate dalla legislatura. Se questa commissione dovesse confermare che il dottor Marburger ha ragione e che la scienza non puo' dimostrare che la vita umana inizia con il concepimento, allora la posizione del presidente sarebbe basata solo sulla sua fede religiosa. In questo caso il presidente avrebbe torto a negare al resto dell'America che non condivide il suo credo i grandi benefici potenziali delle cellule staminali embrionali.
"Caro Bush, l'embrione non e' questione di fede"
Esiste un modo per superare l'impasse religiosa creata dalla posizione del presidente Bush sulle cellule staminali embrionali. La maggior parte degli scienziati sostiene che se le cellule staminali adulte possono venir usate per curare alcune tra le peggiori lesioni e malattie, le cellule staminali embrionali promettono risultati ancor piu' ampi e sicuri. Per questa ragione, molti scienziati hanno accolto con piacere l'offerta fatta da Bush nell'agosto 2001 di sostenere la ricerca sulle cellule staminali adulte con risorse governative ma, insieme a milioni di altri americani, sono rimasti dolorosamente delusi dal suo rifiuto di voler fare altrettanto nei confronti della ricerca sulle cellule staminali provenienti dalle molte migliaia di embrioni non impiegati nella fecondazione, destinati alla distruzione. Secondo parecchi ricercatori, il compromesso di limitare il finanziamento federale solo agli studi compiuti sulle circa 20 serie di cellule staminali embrionali che erano state gia' sviluppate ( grazie a un finanziamento deciso da Clinton, ndr ) e' politicamente accorto ma insufficiente, anche perche'molte di quelle serie di cellule hanno un potenziale limitato e incerto. Bush non nega che le cellule staminali embrionali abbiano potenziali di cura maggiori: afferma che la sua decisione e' basata sulla convinzione che prelevare cellule dall'embrione lo distrugga e dia luogo alla morte di un essere umano, cosa che non trova giustificazione, a prescindere dai potenziali vantaggi. Il presidente non sostiene di basare la sua conclusione su considerazioni biomediche. Dice solamente che e' espressione della sua fede religiosa. Nel marzo del 2004 il suo consigliere scientifico, il dottor John H. Marburger III ( che fu a capo di una commissione di indagine sulla base nucleare di Shoreham nel 1983, quando io ero governatore), sostenne: "Non so dire quando un ovulo fertilizzato diventi sacro" , e aggiunse che "questo non e' un problema scientifico" . Senza dubbio l'opinione del presidente che la vita umana inizi con il concepimento e' condivisa da milioni di americani, tra cui molti cristiani ed evangelici. Ma rimane un punto di vista minoritario, che oltretutto il presidente applica senza coerenza. Mentre infatti crede che distruggere un embrione sia un assassinio, Bush si rifiuta di richiedere che la legge metta fine agli interessi commerciali che fanno distruggere embrioni per ottenere cellule staminali. Se questo comportamento equivale a un assassinio, come sostiene il presidente, non e' molto appropriato per lui non far nulla per fermare il misfatto e limitarsi a non finanziarlo. Il presidente e' riuscito a navigare abbastanza bene in queste secche politiche, tuttavia ha creato una confusione morale e intellettuale che non e' riuscita a dissuadere il Congresso dal prendere posizioni piu' avanzate di lui sulla ricerca sulle cellule staminali. Per districarsi da una posizione insostenibile, il presidente dovrebbe cominciare col seguire il modello che si e' dimostrato produttivo in altre aree in cui si sono dovuti affrontare scontri su questioni religiose e politiche, come per esempio per la legge sull'aborto. Il diritto dei credenti di vivere secondo la loro fede religiosa sara' garantito: nessuno verra' costretto a usare la ricerca sulle cellule staminali o i suoi prodotti, proprio come nessuno sara' costretto ad abortire. E la nazione rispettera' il diritto dei credenti di sostenere dei cambiamenti nella nostra legislazione civile che corrispondano alla loro visione morale. Ma il nostro sistema politico pluralistico adotta principi che nascono dal consenso, non dalle imposizioni di un'ortodossia religiosa; e dal momento in cui questi principi vengono adottati ( l'approvazione dell'aborto o il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali da embrioni non utilizzati) essi diventeranno legge per tutti, anche se i dissenzienti finiranno per pagare con le loro tasse cose che trovano blasfeme. Ogni giorno americani a cui la pena di morte, i contraccettivi, l'aborto e la guerra fanno orrore, pagano tasse che in parte sono usate per scopi che considerano offensivi. Questo fa parte del prezzo che paghiamo per una democrazia unica e ben funzionante. Per ora ne' Bush ne' i credenti hanno convinto la maggioranza degli americani che l'impiego delle cellule staminali embrionali comporti inevitabilmente l'assassinio di un essere umano. La maggior parte dei cittadini, che ha ben presenti i milioni di vittime per l'Alzheimer, il Parkinson, il cancro e le lesioni alla spina dorsale, crede che la ricerca sulle cellule staminali embrionali possa offrire delle cure. Essi chiederanno che il Congresso consenta di mettere in atto questo potenziale. Se il presidente pone il veto su un disegno di legge che favorisce quelle ricerche, dovra' dimostrare che la vita umana esiste all'inizio del concepimento ( un'affermazione che anche la Chiesa Cattolica Romana e altre religioni hanno messo in dubbio nel corso della storia) con ragioni che vadano al di la' della semplice fede religiosa. Il modo migliore per valutare quest'affermazione potrebbe essere quello di istituire una commissione di scienziati, umanisti e leader politici rispettati che esaminino le dimostrazioni degli esperti di scienze biologiche sul momento in cui si sviluppa la coscienza, quando e' possibile la vita fuori dall'utero e come viene trattato l'argomento da altre religioni. Porteranno poi le loro conclusioni ai legislatori. Una commissione del genere, la Task Force on Life and the Law, e' in funzione a New York dal 1985 e aiuta a indirizzare le scelte politiche su problemi comel'eutanasia, la definizione di morte, la tecnologia riproduttiva, quando e se sospendere le cure e altre difficili questioni create dal rapido sviluppo della tecnologia medica. Le decisioni della commissione sulla definizione della morte, sull'accanimento terapeutico, sui trapianti di organi o tessuti sono state adottate dalla legislatura. Se questa commissione dovesse confermare che il dottor Marburger ha ragione e che la scienza non puo' dimostrare che la vita umana inizia con il concepimento, allora la posizione del presidente sarebbe basata solo sulla sua fede religiosa. In questo caso il presidente avrebbe torto a negare al resto dell'America che non condivide il suo credo i grandi benefici potenziali delle cellule staminali embrionali.
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