Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. Maryland. Pene alternative alla prigione per i tossicodipendenti

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La "Campaign for Treatment Not Incarceration" (CTNI) ha commissionato un sondaggio, da cui e' emerso che la maggioranza degli elettori ritiene per i tossicodipendenti piu' utili i trattamenti disintossicanti anziche' la prigione, e che lo Stato non stia procedendo verso una riforma del sistema penale. Anche la "Drug Policy Alliance" collabora con il CTNI per il progetto di legge di riforma della politica sulle droghe e sulle condanne. La proposta di riforma si articola su tre aree:
- eliminazione dei termini minimi di condanna, per le offese non violente connesse alle droghe;
- cambiamento della concessione dei crediti;
- possibilita' per i condannati, per crimini non violenti connessi alle droghe, di ricevere cure disintossicanti, evitando cosi' la prigione.
L'ufficio legale della DPA ha gia' partecipato alla stesura della famosa legge "Proposition 36" della California, la quale prevede che coloro trovati in possesso di marijuana, per le prime due volte, debbano seguire un programma rieducativo invece della prigione. La Proposition ha fatto risparmiare ai contribuenti californiani, nei primi cinque anni di applicazione, piu' di 1,5 miliardi di dollari (1,8 miliardi di euro). Una legge simile e' vigente in Arizona, Colorado, Kansas, Missouri, Texas e Stato di Washington, e venticinque Stati hanno varato una qualche riforma al sistema carcerario nella direzione indicata dagli elettori del Maryland. Gli Stati adottano pene rieducative alternative per i risultati negativi ottenuti dalla "war on drugs", che ha portato ad avere la popolazione carceraria piu' numerosa, rispetto alle altre nazioni democratiche del mondo. Dei due milioni di condannati, molti lo sono per crimini non violenti connessi al consumo delle droghe.
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