Giovedì 11 giugno 2026
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Usa. Meno criminalita', piu' carcerati. La droga fa la differenza

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Negli Usa, negli ultimi anni, il tasso di criminalita', secondo le statistiche dell'Fbi, e' notevolmente sceso. Ma, nello stesso periodo, tra il 1999 e lo scorso anno, la popolazione carceraria e' aumentata, e questo, nonostante che molti Stati, alle prese con il deficit nel bilancio, passata l'era del "tutti dentro" degli anni '90, quando i governatori facevano spendere cifre enormi per la costruzione di nuovi edifici carcerari per potere apparire "duri" contro il crimine di fronte agli elettori, abbiano favorito soluzioni alternative al carcere, come la liberta' vigilata.
Nelle prigioni locali, statali e federali degli Stati Uniti si trovavano, alla fine del 2002, 2.166.260 persone, il 2.6% in piu' rispetto al '99. Nella cifra, sono presenti, divisi per appartenenza etnica, 442.300 giovani "afroamericani" tra i 25 e i 29 anni, vale a dire il 10,4% del totale. Per gli ispanici, la percentuale scende al 2,4% e per i "bianchi" all'1,2%.
Il controsenso delle cifre (meno criminalita', piu' carcerati) e' dovuto alle statistiche dell'Fbi: i crimini che non prevedono una vittima particolare, non rientrano nelle statistiche della "criminalita'" dell'agenzia federale. Tra questi, i reati di droga svolgono una funzione primaria nell'aumento della popolazione carceraria, assieme al possesso illegale di un'arma da fuoco e all'immigrazione clandestina.
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