Usa. Il mercato degli ovociti ha raggiunto prezzi preoccupanti
Rispetto a quattro anni fa, la cifra necessaria per ottenere ovociti da donatrici presso le cliniche che praticano la fecondazione assistita e' triplicata, raggiungendo quota 7500 Usd. Questo il frutto di una strategia, adottata da molti centri, come il Fertility Institute in New Jersey, a New York ed a Westwood, un vera e propria corsa per accaparrarsi il maggior numero di donatrici e soddisfare cosi' le richieste di un sempre maggior numero di coppie sterili. Secondo alcuni, la cosa sarebbe pero' andata troppo in la' ed in molti avanzano obiezioni di natura etica: si tratta ancora di compensi o di vendita? Per Zalman Levine, endocrinologo del Fertility Institute trovare un'alternativa e' difficile: "Se abbassassimo i compensi alle donatrici in modo da rendere meno costoso il loro acquisto da parte delle coppie sterili, non avemmo piu' persone disposte a donare ovociti e questo non sarebbe di aiuto a nessuno". La ricerca di donatrici, che una volta avveniva con molto riserbo e quasi in segreto, ora avviene alla luce del sole, con vere e proprie agenzie i cui "cataloghi" sono consultabili in internet. Dopo che all'inizio del 1998 la clinica St. Barnabas di Livingston "ruppe il ghiaccio" offrendo 2500 Usd per la donazione di ovuli, un intenso dibattito sui risvolti etici si era gia' aperto, inducendo la Societa' Americana di Medicina Riproduttiva a fissare un limite massimo alle tariffe, stabilendo ad agosto del 2000 un tetto di 5000 dollari. Nello stesso documento la Societa' imponeva di produrre dettagliate giustificazioni qualora il compenso fosse superiore ai 5000 Usd e dichiarava comunque inaccettabili cifre superiori ai 10.000 Usd. D'altra parte, la legge federale in materia di donazione di organi proibisce la vendita, ma permette il compenso per donazione di sangue e di ovociti. E' difficile calcolare quale debba essere il compenso per una donazione come quella di ovociti, che richiede comunque di sottoporsi ad un trattamento, farmacologico e chirurgico, non lieve. Per tre settimane la donatrice deve sottoporsi ad iniezioni di ormoni una o due volte al giorno. A giorni alterni deve recarsi in clinica per sottoporsi ad esami ematici ed ecografici che servono a monitorare l'attivita' ovarica. Per concludere il prelievo di ovociti richiede un intervento in anestesia. Oltre a questo impegno si possono poi verificare vari disturbi, che vanno dal mal di testa, ai crampi, alla nausea fino ad un vero e proprio stato depressivo. In alcuni casi la stimolazione ormonale puo' dare effetti eccessivi, determinando un ingrossamento ovarico che puo' anche causare serie conseguenze, come problemi cardiovascolari, renali, polmonari ed epatici. Alcune donatrici dopo sono diventate sterili.
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